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Giannino: “Non c’è alcun complotto contro l’Italia”

Il giornalista è intervenuto con l'assessore regionale Raffaele Cattaneo e Pierluigi Troncatti (presidente di Axteria) all'incontro organizzato alle Ville Ponti dalla Fondazione Lombardia Europa

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«Non c’è alcun complotto contro l’Italia». Al giornalista Oscar Giannino, intervenuto all’incontro organizzato alle Ville Ponti dalla Fondazione Lombardia Europa sulla situazione economica italiana, non piace il vittimismo. L’attacco che sta subendo l’Italia sui mercati finanziari avrebbe, secondo Giannino, tre spiegazioni chiare e razionali: l’immobilismo dell’Europa rispetto alla crisi greca, la situazione del debito pubblico americano (il tetto stabilito dal congresso rischia di saltare) e il ruolo giocato dalle banche italiane – che hanno perso molto di più (34%) rispetto alle consorelle europee- nel mandare a picco il listino. «L’Europa – spiega il giornalista – in 19 mesi non ha dato una risposta a quanto è accaduto in Grecia e i due trattati europei sono contraddittori rispetto all’intervento. Non siamo usciti da questa strettoia e il mercato lo ha capito, quindi è probabile che quello che è cominciato venerdì scorso continuerà».
In questo momento si possono fare soldi facilmente, scommettendo sulla previsione che prima del 2013 qualcuno salterà. È toccato alla Grecia, al Portogallo, alla Spagna e ora all’Italia. E poco conta che il Belpaese in questi anni abbia avuto il deficit più basso insieme alla Germania.
Giannino, che è anche consulente del ministro Giulio Tremonti, ha commentato la manovra finanziaria. «La prospettiva è di un aumento inerziale della spesa pubblica e delle entrate. I tagli servono quando non incidono sullo sviluppo, mentre le privatizzazioni portano in piazza subito i cittadini, facendo sentire i loro effetti benefici nel medio lungo periodo. La botta non la si dà con una patrimoniale, ma tagliando le spese, perché lo  Stato ha molto e non lo sa amministrare. E la risposta a tutto questo non puo’essere una crisi politica. Grecia e Portogallo hanno dimostrato che cambiare governo non basta ».
Questa manovra aveva bisogno di più coraggio. E la situazione politica, secondo Giannino, era favorevole per osare un cambiamento più radicale. «La Finanziaria – ha concluso il giornalista  – non dà una mano alle piccole e medie imprese, opera dei tagli discutibili agli enti locali e non tiene sotto controllo la spesa per le forniture della sanità. In questi due giorni bisognava approfittare della disponibilità dell’opposizione per prendere alcune decisioni fondamentali, prima fra tutte l’innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni».

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