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Il pop obliquo di Dimartino, il blues rurale di Diego all’Edonè

Edoné il 15 e 16 luglio in via A. Gemelli a Redona, Bergamo. Due serate di concerti all'insegna del songwriting d'autore

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La vita non basta. E’ il nome delle serate. Ovvero c’è bisogno di Altro, che superi i giorni tutti uguali, i sorrisi tutti uguali, la musica tutta uguale.
Nell’area esterna dell’Edoné, a Bergamo, il 15 e 16 luglio, Neverlab e Edoné ancora insieme dopo le date primaverili di Neverland. Il pop obliquo di Dimartino, il blues rurale di Diego “Dead Man” Potron, le frattaglie catodiche di Iosonouncane, l’avant-blues dei Bancale e il post-rock matematico dei Verbal. Tutto ad ingresso gratuito. Il programma nel dettaglio:
15 luglio, dalle 21.30 Dimartino e Diego“dead man” Potron.
Dimartino ha sparato a Vinicio Capossela e preso atto della sconfitta di una generazione tutta con una comunicazione ufficiale al corpo docenti nel suo recente “Cara maestra abbiamo perso”. Però non ha alcuna intenzione di arrendersi: Antonio Dimartino ama Dalla, Rino Gaetano, Franco Fanigliulo; scrive canzoni oblique, urgenti, appassionate che sono un urlo in faccia, sarcastico e reattivo, al no-future odierno.  http://www.myspace.com/dimartinoband
Diego “dead man” Potron. Una questione di radici. One Man Band rurale (cassa, rullante, stomp-box, lap steel, ukulele, banjo e voce) che propone un repertorio prevalentemente fatto di spiritual tradizionali (fine ‘800) e canti afroamericani rurali in chiave trash blues. Perché il Mississipi è il fiume dove scorrono tutte le vite, anche le nostre.  http://www.myspace.com/diego.potron 
16 luglio dalle 21.30 Iosonouncane, Bancale e Verbal.
Iosonouncane. Cercare nella spazzatura frattaglie sonore, annusarle e rimasticarle. Un cane che prova a digerire ma vomita ciò che ha trovato in un bordo strada accanto a un centro commerciale della solita terribile provincia italiana. Jacopo Incani immerge Gaber in un magma di avanzi elettronici e schegge catodiche, raccontando cosa siamo diventati in questi anni d’impero d’antenne, mentre anche Antonio Gramsci aspetta una chiamata per un lavoro (da precario). http://www.myspace.com/iosonouncane
Bancale. C’è una Frontiera e serve un modo per farci i conti. Il blues sporcato di echi industriali e spirito avant dei Bancale torna all’essenza delle cose: il dolore e la morte, l’amore e la fine di questo Tempo, su tutto la fatica di esistere cui bisogna dare un senso, magari percuotendo lamiere, carriole e corde elettrificate. http://www.myspace.com/ilbancale 
Verbal. Il suono delle città: un battito che percuote a mille all’ora in quadrature math-ematiche che hanno un cuore-airbag, perché prima o poi andranno a sbattere. Fra Oneida e Battles, degli architetti sonori che costruiscono blocchi sonori duri e inquietanti come blocchi di cemento colorati, fatti di intrecci di chitarre e tastiere, temi di basso, poliritmi di percussioni ed inserti di voci reali e campionate. 
http://www.myspace.com/verbaltrust  
Per info: info@neverlab.it www.neverlab.it www.edone-bergamo.com  339.2905495

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