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I precedenti tra i politici bergamaschi

Maurizio Testa, vicesindaco di Boltiere, è solo l'ultimo di una serie di politici bergamaschi “pizzicati” dagli obbiettivi dei fotografi o dai social network.

Nell’ultimo anno non pochi politici bergamaschi sono stati “pizzicati” dagli obbiettivi dei fotografi o dai social network.
Il primo è stato Iuri Milesi, il giovane consigliere di San Giovanni Bianco che sfoggiava su Facebook una sua foto con un braccio teso. Dopo l’articolo di Bergamonews ha preferito lasciare il Comune e l’amministrazione è stata commissariata. Poi è toccato a Gabriele Cortesi, assessore ai Servizi Sociali di Seriate, fotografato alla commemorazione dei caduti della Repubblica sociale sepolti a Bergamo. Niente dimissioni, ma scuse ufficiali in Consiglio comunale. Recentemente anche un consigliere leghista di Ponteranica, Nicola Locatelli, è stato travolto dalle critiche per la pubblicazione su Facebook di un fotomontaggio che lo ritraeva abbracciato a Benito Mussolini.
Ultimo della lista è Maurizio Testa, che si è scusato pubblicamente mentre molti commentatori chiedono a gran voce le dimissioni da vicesindaco di Boltiere. Il primo cittadino Osvaldo Palazzini si schiera dalla parte del collega. “Sono in vacanza, non ho visto la foto e non ho letto i commenti. Però penso che ognuno sia libero di fare quello che vuole, a patto di rimanere nel decoro e nel rispetto dei cittadini. Voglio esprimere solo questo pensiero: Facebook è un contenitore che non sempre è attendibile. Io mi ci sono disaffezionato perché è soggetto a protagonismo, illazione, critiche gratuite”.

Commenti

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  1. Scritto da gerbelli l.

    la redazione dimentica un certo consigliere di osio sotto

  2. Scritto da walter semperboni

    Cara Marilena,come è libera Lei di commentare,penso possa farlo pure io;per quello poi che io debba o possa fare,quando avrò bisogno di consigli,la contatterò,nel frattempo sia buona consigliera di se stessa!!!

  3. Scritto da walter semperboni

    Signor Tiziano,che uno si qualifichi o meno facendo il saluto fascista è questione di opinioni,che questo gesto sia così becero non lo credo,credo sia pura demagogia;ogni giudice emette sentenze diverse,quello a cui io faccio riferimento,ha sancito che non c’era nulla di illegale

  4. Scritto da walter semperboni

    Tiziano Trivella,il divieto è la ricostituzione del Partito Fascista,come da sentenza della cassazione sez.seconda in data 06 giugno 1977;il saluto fascista non costituisce reato!!!ricordo poi che la norma di divieto di ricostituzione del Partito Fascista è una norma transitoria della Costituzione Italiana come lo era il non rientro degli eredi maschi Savoia,quindi….

  5. Scritto da marilena

    senta caro walter semperboni, visto la sua insistenza nel difendere in ogni modo il fascismo(vedi commenti in altri articoli) perchè non fonda un nuovo partito di destra chiamandolo”partito mussolini”?

  6. Scritto da Tiziano Trivella

    Signor Walter, anche recentemente ci sono state condanne di tifosi di calcio per il saluto romano negli stadi, appunto perché è vietato dalle norme citate, senza che si sia ricostituito il partito fascista (già vietato dalla Costituzione).
    Resta il fatto oggettivo che chi fa in pubblico il saluto romano si qualifica (o squalifica) da solo: particolarmente se si tratta di politici in carica o di pubblici ufficiali come un comandante della polizia locale (anche se non in servizio).

  7. Scritto da Tiziano Trivella

    Mi pare che il sindaco Palazzini faccia qualche confusione…
    1 – Non è vero che “ognuno è libero di fare ciò che vuole”: in Italia esistono norme che vietano il saluto fascista e prevedono conseguenze per chi lo usa;
    2 – Facebook non c’entra: la colpa è di chi commette il reato, lo fotografa e lo pubblica;
    3 – le scuse si chiedono per atti involontari, non per gli atti volontari commessi deliberatamente.
    Se io parcheggio in divieto di sosta, non chiedo scusa al vigile, ma pago una multa.

  8. Scritto da classe 1940

    caro trivella, poichè sento parlare di questi divieti con richiamo a norme precise.
    Le sarei grato se lei che,evidentemente, non parla a vanvera, mi desse qualche indicazione della legge, in modo che mi possa documentare e così parlare di questo problema a ragion veduta nella varie occasioni che mi si possono presentare, in qualche dibattito politico o no.
    grazie

  9. Scritto da Tiziano Trivella

    Per @2:
    il saluto romano è vietato in Italia dalla legge n. 645 del 20 giugno 1952 (“Legge Scelba”), successivamente modificata con la Legge n. 205 del 25 giugno 1993 (“Legge Mancino”), ma solo se compiuto con intento di “rivolgere la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o a compiere manifestazioni esteriori di carattere fascista” e può essere punito con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da 200 euro a 500 euro.
    Ciao.