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Manovra: soci di Banca Etica si mobilitano

Anche i bergamaschi presentano richiesta di modifica sull'aumento del bollo per la custodia dei titoli. Il Decreto legge ?? stato discusso mercoled?? e pare che sar?? modificato.

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Il 13 luglio è passato al vaglio delle Commissioni congiunte Bilancio del Senato e della Camera dei Deputati il Decreto legge n. 98 sulle “Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria”. Una manovra economica che ha fatto sicuramente parlare di sé in vari modi, tra cui una preoccupante discussione sull’articolo 23 Capo V, riguardo ad un rincaro sull’imposta di bollo per la custodia dei titoli, da 34,20 euro l’anno a 120. Tra i molti gruppi di azionisti contrari a questo incremento ci sono stati quelli di Banca Etica. Roberto Cremaschi e Cecilia Fornoni – soci bergamaschi di questa organizzazione economica – hanno presentato negli scorsi giorni una lettera ad Antonio Azzolini – Presidente della Commissione di bilancio del Senato della Repubblica – facendo presente l’ingiusto ed ingiustificato aumento del prezzo dell’imposta, destinato a colpire gli oltre 35.000 soci – tra persone fisiche e giuridiche – di Banca Etica, che ha sempre giocato un ruolo unico e fondamentale nel panorama italiano mirando ad uno sviluppo economico inclusivo sia sotto il profilo sociale che sotto quello ambientale.
“Una misura che giudichiamo iniqua e dannosa: iniqua in quanto triplica un’imposta senza prevedere una forma reale di progressività, dannosa perché va a colpire chi ha pochi sudati risparmi senza scalfire le dinamiche speculative dei mercati finanziari” spiegano i due rappresentanti di Banca Etica nella loro lettera, suggerendo invece un’imposta in misura proporzionale su tutte le transazioni, peraltro già abbozzata dal Governo stesso.
“Il provvedimento contenuto nella manovra invece colpisce la classe media, l’azionariato diffuso e i piccoli risparmiatori. Un duro colpo all’idea di democrazia economica e partecipazione del cittadino allo sviluppo delle imprese che ha sempre trovato cittadinanza nel nostro paese attraverso forme di azionariato diffuso” prosegue Cremaschi e Fornoni nella loro lettera “Non solo, questa misura finisce per penalizzare le banche cooperative, che pur non avendo in alcuno modo contribuito a creare la crisi, ma anzi avendo svolto un’azione anticiclica aumentando fortemente il credito alle imprese sociali. In questo modo si colpiranno proprio quei cittadini che finora, con i loro risparmi, hanno tenuto il nostro paese al riparo dal fallimento”.
L’accorato appello di Banca Etica sembra aver ottenuto i suoi effetti, trovando orecchie pronte ad ascoltare la voce di questi azionisti, almeno parzialmente. Al termine delle sessioni di discussione della Commissione, è emerso che norma sarà modificata per tentare di renderla più equa, mantenendo l’imposta a 34 euro per le giacenze fino a 25mila euro, cifra destinata a salire a 120 euro per le giacenze tra 25mila e 100mila euro, a 380 per quelle tra 100mila e 300mila euro ed a 1.800 euro per i depositi superiori a 300mila euro. Tali modifiche dovrebbero essere portate a termine entro la fine della settimana.

 

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