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Biotestamento: 8 articoli e il fine vita lo decide il medico

Le disposizioni anticipate di trattamento (Dat), la loro durata, la figura del fiduciario e la beffa del settimo articolo: "disposizioni non vincolanti per il medico"

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Il testo della legge sul biotestamento si compone di otto articoli, inizialmente erano nove, ma l’ottavo è stato soppresso da un emendamento del Pdl su "autorizzazione giudiziaria".
Il primo articolo "riconosce e tutela la vita umana, quale diritto inviolabile e indisponibile, garantito anche nella fase terminale dell’esistenza e nell’ipotesi in cui la persona non sia più in grado di intendere e di volere, fino alla morte accertata nei modi di legge", e vieta esplicitamente "ogni forma di eutanasia e ogni forma di assistenza o di aiuto al suicidio, considerando l’attività medica e quella di assistenza alle persone esclusivamente finalizzate alla tutela della vita e della salute nonché all’alleviamento della sofferenza".
Il secondo è quello sul "consenso informato": "Salvo i casi previsti dalla legge, ogni trattamento sanitario è attivato previo consenso informato esplicito ed attuale del paziente prestato in modo libero e consapevole".
L’articolo 3, il cuore della legge, definisce i limiti e le modalità delle dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat), nelle quali il dichiarante "esprime orientamenti e informazioni utili per il medico, circa l’attivazione di trattamenti terapeutici purchè in conformità a quanto prescritto dalla presente legge". È una delle modifiche apportate in aula e prevede che il paziente possa dichiarare esplicitamente quali trattamenti ricevere, ma non escludere quelli a cui non desidera essere sottoposto. In ogni caso il testo ribadisce che alimentazione e idratazione "devono essere mantenute fino al termine della vita, ad eccezione del caso in cui le medesime risultino non più efficaci nel fornire al paziente i fattori nutrizionali necessari alle funzioni fisiologiche essenziali del corpo. Esse non possono formare oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento". Un’altra modifica riguarda l’applicazione dei biotestamento che scatta solo per chi è "nell’incapacità permanente di comprendere le informazioni circa il trattamento sanitario e le sue conseguenze per accertata assenza di attività cerebrale integrativa cortico-sottocorticale e, pertanto, non può assumere decisioni che lo riguardano".
Il quarto articolo stabilisce che le Dat
 hanno valore per 5 anni e sono rinnovabili.
Il quinto articolo
prevede che entro 2 mesi dal varo della legge vengano istituite dal Ministero della Salute "linee guida cui le regioni si conformano" per "assicurare l’assistenza ospedaliera, residenziale e domiciliare per i soggetti in stato vegetativo".
Il sesto articolo fissa la figura del fiduciario nominato dal dichiarante,
"l’unico soggetto legalmente autorizzato ad interagire con il medico". Se un paziente non dovesse nominare un fiduciario (che può essere sostituito in qualsiasi momento e, se nominato, è l’unico legalmente autorizzato a interagire con il medico sulla dat) i suoi compiti saranno adempiuti dai familiari nell’ordine previsto dal codice civile.
Il settimo sancisce che il biotestamento non sarà vincolante per il medico: "Gli orientamenti espressi dal soggetto nella sua dichiarazione anticipata di trattamento sono presi in considerazione dal medico curante che, sentito il fiduciario, annota nella cartella clinica le motivazioni per le quali ritiene di seguirle o meno".
L’articolo 8, infine, istituisce il registro delle Dat "nell’ambito di un archivio unico nazionale informatico. Il titolare del trattamento dei dati contenuti nel predetto archivio è il Ministero della Salute".

 

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Commenti

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  1. Scritto da ROSSODENTRO

    scandaloso. E’ una legge etica che vuol imporre la morale dei vari Gasparri, Buttiglione. Straquadagno. ecc. . Signori parlamentari che avete votato questa schifosa legge: se staccare o meno la spina dal mio corpo lo decido solo io e non il medico. RICORDATEVELO BENE!!!! Napolitano non firmi questa legge obrobrio totalmente anticostituzionale.