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Saldi fasulli, scattano le multe per sette negozi del Sebino

Prezzo di partenza fasullo per gonfiare la percentuale di sconto. Multe tra i 500 e i 3mila euro. E in vetrina non sempre ci sono prezzo di partenza e prezzo finale.

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Scattano i saldi e si scatenano anche i negozianti furbetti. Lo dice la Guardia di Finanza di Sarnico, che nelle prime due settimane di promozione hanno tenuto sott’occhio una serie di negozi e di esercizi del Basso Sebino e della Valcalepio. Ed è saltato fuori il trucco più semplice da parte dei negozianti: alzare il prezzo di listino dei prodotti per gonfiare a dismisura lo sconto applicato durante il periodo di saldo. Nella rete delle Fiamme gialle sono finiti setti negozi. E oltre all’imbroglio sul prezzo la Gdf ha anche rilevato la mancanza di una serie di elementi obbligatori per le vetrine:sotto ogni capo deve sempre essere esposto prezzo iniziale, prezzo finale e percentuale di sconto. Ma non tutti lo fanno.

Ecco il comunicato della Guardia di Finanza:

La sicurezza del mercato è una delle mission della Guardia di Finanza, nel suo ruolo di Polizia Economico finanziaria.
In tale ambito, nel periodo dei saldi di fine stagione, le Fiamme Gialle della Brigata di Sarnico, hanno effettuato un attento monitoraggio dei prezzi praticati dagli esercizi commerciali del Basso Sebino e Valcalepio, scovando alcuni “furbetti del saldo”, inottemperanti della cd. “legge sul commercio”.
Tale norma dispone che le vendite promozionali devono offrire condizioni favorevoli, reali ed effettive, di vendita dei prodotti.
L’attività di controllo della Guardia di Finanza è di imprescindibile importanza, se si pensa come la pratica degli sconti fittizi vìoli le regole di funzionamento del mercato e danneggi non solo i consumatori ingannati, ma anche l’immagine di tanti commercianti onesti rispettosi delle regole.
In tale contesto i finanzieri hanno accertato varie irregolarità relative a saldi ingannevoli nei confronti dei clienti.
In particolare, durante la settimana che ha preceduto l’inizio dei saldi, i finanzieri hanno fotografato le vetrine di molti negozi allo scopo di effettuare  successivi confronti con i prezzi praticati sugli stessi prodotti posti in saldo a partire dal 2 luglio.
L’attività di controllo ha portato all’accertamento di numerose violazioni per la mancata presenza sul cartellino di vendita di tutti gli elementi obbligatori (prezzo iniziale, percentuale di sconto e prezzo finale).
Presso un esercizio commerciale è stato anche riscontrato che i prezzi dei prodotti in offerta erano stati aumentati rispetto a quelli in precedenza proposti in modo tale da rendere irreale la percentuale di sconto applicata al consumatore finale.
Ai sette commercianti trasgressori è stata contestata una sanzione amministrativa che va da 516 a 3.098 euro.

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Commenti

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  1. Scritto da beh

    beh ma anche i pirla che affollano i negozi….sapevate che nella vita esiste altro oltre all’abbigliamento?….

  2. Scritto da barba

    @2
    Ma se non pagano nemmeno i giudici che sbagliano dovrebbero pagare i negozianti che taroccano i saldi???

  3. Scritto da a testa alta

    fuori i nomi

  4. Scritto da Giggi

    Bisognerebbe introdurre una norma che la seconda volta che vengono beccati hanno finito di fare questo mestiere. Allora si che le cose cambierebbero. Perchè nessun politico ha questo coraggio??

  5. Scritto da Marino Foletta

    l’elenco dei nomi dei negozi?

  6. Scritto da UN AMANTE DEI SALDI

    E IL NUOVO COMANDANTE DELLA GDF HA FATTO ANCORA STRIKE.

  7. Scritto da guido da bg

    Se i nomi non vengono pubblicizzati tutto questo a nulla serve.
    I furbetti hanno pagato una modica multa e domani ci riprovano.
    Ma ai clienti truffati rimane lo scherno e il portafoglio vuoto

  8. Scritto da italiana convinta

    Italiani tutti ladri…è un ‘epidemia,chi la ferma più

  9. Scritto da Ardito

    Macchè saldi e saldi . Le cose vanno comprate quando sono da comprare . Non si può pretendere che vengano venduti i beni a sottocosto o senza un guadagno. Poi chi lo va a dire a quelli degli studi si settore? La GdF quando verifica calcola la merce venduta a saldo al medesimo prezzo di quella normale.
    Ciò che ora fanno è pura IPOCRISIA