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Bolgare, famiglie nelle case da 7 anni ma non c’?? certificato di abitabilit??

I residenti, esasperati, espongono nuovi cartelli: "Vendesi, ma non posso perch?? manca certificato". Abitazioni realizzate nel 2004, subito dopo la consegna Asl e Comune rilevarono irregolarit??.

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Succede anche nel 2011, anche in Bergamasca: una serie di famiglie vive nelle case che ha acquistato nel 2004, ma da ben sette anni insegue il certificato di abitabilità, non un documento trascurabile, ma un pezzo di carta fondamentale, ad esempio, per vendere casa.
Succede a Bolgare, in via Monza, dove la protesta dei residenti di una serie di abitazioni è arrivata al gesto provocatorio: tutti hanno esposto il cartello "Vendesi, ma non posso perchè manca certificato di abitabilità" (come si può ben vedere nella foto).
La vicenda risale al 2004, come ci segnala un residente. Allora la costruzione delle abitazioni fu completata da un’azienda di Palazzolo sull’Oglio, con regolare concessione edilizia, naturalmente, e rispettiva denuncia di inizio attività dei lavori. Ma alla fine dei lavori, l’azienda comunicava che la procedura per ottenere il certificato di abitabilità era stata "sospesa in attesa della presentazione del certificato di collaudo definitivo delle opere di urbanizzazione, come prescritto nella convenzione urbanistica del Piano di Lottizzazione".
Ma ad oggi, sette anni dopo, il certificato non c’è. Manca perchè l’Asl competente per territorio, chiamata dai residenti, aveva rilevato carenze in ordine al regolamento locale di igiene. In seguito anche l’ufficio tecnico comunale, su delega dell’Asl, aveva fatto verifiche, "riscontrando ulteriori carenze", in particolare sul fronte dell’aerazione e dell’illuminazione delle case.
"A questo punto, scrive il residente, non resta che l’azione legale per la risoluzione del contratto di compravendita. Ma qui arriva la beffa, perchè oltre ad aver pagato ora non possiamo vendere, dato che una recente sentenza della Cassazione impone l’obbligo al venditore e al notaio al momento del rogito di presentare il certificato di abitabilità". Un certificato che dopo sette anni di residenza i proprietari di quelle case di via Monza non possiedono.

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Commenti

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  1. Scritto da gimmi

    x carlo: vivo in provincia di bergamo

  2. Scritto da Lo sfortunato

    Complimenti al comune che dalle dichiarazioni rilasciate a tv e giornali promettevano il ripristino dell’illuminazione in pochi giorni !!!!!!!!

  3. Scritto da carlo

    Gimmi, ma dove vivi (se posso permettermi)?

  4. Scritto da gimmi

    ne ho sentite tante ma questa non pensavo potesse accadere.
    Gente che risparmia una vita e si vede rovinata . Ma che impresario è questo? Uno cosi’ non si può definire impresario.

  5. Scritto da Silvio

    E’ pura follia, solo una persona con l’istinto truffaldino nel DNA, arriva a fare questo, tacere della sospensione del certificato di abitabilita’, omettendo di comunicarlo all’acquirente, ditemi voi come si puo’ definire un impresario di tale specie, non ho parole e mi lascia perplesso come sia facile fregare la gente in buona fede pur di fare soldi……..VERGOGNATI!!!!!!!!!

  6. Scritto da anonimo

    in questa situazione i colpevoli sono: impresario, notaio, ufficio tecnico del comune, sindaco.

  7. Scritto da Laura

    Alcune di queste persone si saranno anche indebitate con le banche per acquistare casa. Casa che oggi non è ritenuta idonea, pertanto l’investimento è andato perso.
    In questi casi una buona colpa è da attribuire anche al Comune e al progettista, i quali dovevano approvare i progetti e monitorare i lavori, non pensare solo ad incassare gli oneri e la parcella.
    Abbiamo bisogno di leggi più severe per questo settore, la casa è un bene di primaria importanza.

  8. Scritto da Laura

    Ho conosciuto gente con problemi anche molto più gravi, infiltrazioni d’acqua ovunque nelle abitazioni nuove.Queste imprese andrebbero radiate dall’Albo degli Artigiani, forse la crisi che stiamo vivendo ci potrà aiutare a fare piazza pulita.

  9. Scritto da giorgio57

    per laura
    No, non c’è assolutamente bisogno di alcuna legge, tanto meno più severa. In edilizia siamo pieni di leggi spesso non rispettabili o assurde. Lo sai per esempio che in provincia di bergamo ogni comune ha un suo regolamento edilizio e d’igiene che è diverso dall’altro ? Capita così che quello che risponde alle norme igienico sanitarie (ovvero abitabilità!!!) ad Azzano non va bene ad Urgano o a Zanica o a Lallio o a Bergamo. Ti pare logico ? Poche norme chiare e semplici

  10. Scritto da Tecnico

    @15 proprio perchè archittetto, peraltro del 57, è ancora più grave quello che dici. Il RLI sarà anche capzioso e obsoleto rispetto alla cultura attuale del costruire, ma è stato strumento efficace per garantire standard di abitabilità dignitosi in periodi dove persone senza scrupoli avrebbero approfittato, compreso la categoria di cui fai parte. Spesso alcune leggi sono assurde, ma spesso non servirebbero se i i professionisti fossero PROFESSIONISTI.

  11. Scritto da Alex

    Per giorgio57, ce’ un regolamento dell’ Asl e’ quello che fa testo, ed il comune ha adottato quello!!! Non prendiamoci in giro!!!

  12. Scritto da Silvano

    E’ pura follia questa vicenda; ol comune e’ responsabile fin quando ce’ la concessione edilizia- e li ha sonnecchiato- ma, con la DIA in questo cado e’ responsabile il costruttore, il progettista e il direttore lavori, e guarda caso sono stati segnalati alla Procura della Repubblica di Bergamo, per falsa attestazione…. ora tocca al Giudice, e spero dia una vera lezione ha quest’impresa o mela marcia, che paghi il danno, materiale e anche morale!!!! Per Geometra comunale studia e impara!

  13. Scritto da Silvano

    E’ pura follia questa vicenda; ol comune e’ responsabile fin quando ce’ la concessione edilizia- e li ha sonnecchiato- ma, con la DIA in questo cado e’ responsabile il costruttore, il progettista e il direttore lavori, e guarda caso sono stati segnalati alla Procura della Repubblica di Bergamo, per falsa attestazione…. ora tocca al Giudice, e spero dia una vera lezione ha quest’impresa o mela marcia, che paghi il danno, materiale e anche morale!!!! Per Geometra comunale studia e impara!

  14. Scritto da Mauro

    Per tecnico,
    Se vuoi contattarmi che ti spiego meglio m.spjdigonzales@yahoo.it ti aspetto ciao

  15. Scritto da giorgio

    ma come si può che nel 2004/2011 ci siano impresari che la passino liscia di fronte al loro mancato lavoro?

  16. Scritto da simone

    è sempre cosi’, il povero soccombe alle leggi mentre il ricco riesce ad aggirarle e comunque in questo caso penso che non riesca a scappare molto lontano l’ impresario

  17. Scritto da Sandro

    spero proprio che l’impresario in questo caso ma, anche in altri casi analoghi, paghino x i danni materiali e morali, e’ una vergogna che ancora al giorno d’oggi succeda questo, spero che i giudici diano una equa e giusta sentenza!

  18. Scritto da uno di Bolgare (Italia)

    Ma durante i lavori i tecnici comunali non dovrebbero controllare?

  19. Scritto da angelo

    E’ un peccato che l’articolo non riporti il nome dell’impresa che ha costrutito e venduto questi appartamenti.

  20. Scritto da Mah !?

    Per vendere al privato necessita il certificato di abitabilità e per l’impresa no ?

  21. Scritto da giorgio57

    Architetto
    Chiaramente, prima di commentare, bisognerebbe sapere bene come stanno le cose ma penso di saperlo e soprattutto sò che le cose vanno risolte in questo paese di mummie e di migliaia di leggi idiote. Ora, le difformità dalle norme igieniche che si possono risolvere (ventilazioni, ecc) dovranno essere risolte, per i rapporti aero illuminanti è già più critica perche vuol dire allargare le finestre o rimpicciolire le stanze. Il problema è la miriade di leggi sull’edilizia …..

  22. Scritto da giorgio57 2

    segue
    anche perchè non mi sembra si tratti di alloggi INABITABILI . In Francia i rapporti aeroilluminanti non esistono, non esistono le dimensioni minime. Questo paese sembra sempre più fatto apposta per complicare la vita con lacci e lacciuoli. Comunque il regolamento d’igiene lo approva il comune che potrebbe penso fare qualcosa…..
    L’importante è adoperarsi per risolvere i problemi e non per crearli e poi bisogna eliminare i troppi vincoli che obbligano ai piccoli sotterfugi ..

  23. Scritto da LUCA

    E se ci si rivolge a un agenzia ?

  24. Scritto da julius

    sarebbe importante riportare il nome dell’impresa, ma se lo si facesse, questa potrebbe in qualche modo querelare l’articolista, perchè siamo un paese di cioccolatai.
    la mia speranza era che la “crisi” che stiamo passando facesse piazza pulita delle mele marce, ma mi pare di constatare, invece (al di là di questo episodio gravissimo), che i bidoni siano ancora tutti operativi ed operanti, mentre gli onesti stanno fallendo.
    peccato………………….

  25. Scritto da tecnico comunale

    Il Certificato di abitabilità è la licenza ‘d’uso dell’unità immobiliare e attesta la legalità e le condizioni di sicurezza, impianti, risparmio energetico, ecc.
    Si può vendere una unità immobiliare priva di tale certificato basta che il notaio dichiari che non c’è l’agibilità )per assurdo io posso anche comprare un rudere…
    Inoltre l’agibilità si può chiedere anche a distanza di anni. Basta chiederla!!

  26. Scritto da Il giustiziere

    E’ u a vera truffa in quanto l’impresa al momento del rogito sapeva della sospensione del certificato ma , ha omesso di comunicarlo agli acquirenti, al momento del rogito fatto, a distanza di un anno! Non si puo’ vendere x via della recente sentenza della cassazione! Ma, il suo valore e’ dimezzato attualmente, per le modifiche dell’aeriolluminante serve il consenso di tutto il condominiobe chi paga? L’aquirente naturalmente! Geometra studia ancora! X info m.spjdigonzales@yahoo.i