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I Mille scalano 150 vette delle prealpi Orobie

Tricolori sulle cime bergamasche da tutte le sezioni del Cai domenica 10 luglio l’ascensione collettiva che celebra l’Unità

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I Mille scalano le prealpi Orobie. Tricolori sulle cime bergamasche da tutte le sezioni del Cai domenica 10 luglio l’ascensione collettiva che celebra l’Unità. 
Saranno almeno Mille, come si conviene alla ricorrenza, in partenza da Bergamo e provincia proprio come 151 anni fa: non sul mare, questa volta, ma in montagna alla conquista di 150 vette, tante quante sono gli anni di unità compiuti dall’Italia.
Una grande cordata per salire tutti insieme e celebrare il nostro Paese, dice Paolo Valoti, presidente della sezione Cai più grande d’Italia (quella di Bergamo con i suoi 10 mila soci) fino ad aprile.
E proprio così un anno fa è nata l’idea di questa ascensione collettiva che, domenica porterà il tricolore su 150 vette delle Orobie, terra di consensi leghisti non meno che di entusiasmi patriottici: dalla più alta, i 3.052 metri del Pizzo Coca, alla più raggiungibile, gli 895 del Monte Ubione.
All’organizzazione della grande giornata, con la sezione «madre» di Bergamo che ha il suo cuore al Palamonti, hanno collaborato da tutta questa provincia dove il richiamo della montagna si sente anche in pianura (per esempio la sezione di Urgnano, paese che non conosce nemmeno la collina, ieri ha festeggiato i suoi vent’anni «allenandosi » con la salita di altrettante vette): Albino, Alzano  Lombardo, Ardesio Alta Valle Seriana, Bergamo, Brignano Gera D’Adda, Cisano Bergamasco, Clusone, Gazzaniga, Leffe, Lovere, Nembro, Piazza Brembana, Ponte San Pietro, Romano di Lombardia, Sarnico, Trescore Valcavallina , Treviglio, Urgnano, Valcalepio, Valgandino, Valle di Scalve, Valle Imagna, Valserina, Vaprio D’Adda, Villa D’Almè, Zogno, Valcalepio, Sarnico. 
Ci saranno i re degli Ottomila Mario Merelli e Simone Moro, ci sarà anche Mario Curnis, conquistatore dell’Everest a 65 anni, un’impresa mai prima compiuta.
Sono invitate le autorità, Regione, Provincia, Comune: magari al Monte Canto, il monte-simbolo di Bergamo e la vetta più alta del Parco dei Colli di Bergamo. Si è allenato bene Carlo Saffioti, presidente del Comitato regionale per il 150˚ dell’Unità d’Italia: vorrebbe fare una delle cime intorno al rifugio Tagliaferri, ma «mi adeguerò alle indicazioni del Cai». Per tutti, una volta in vetta, sarà d’obbligo la foto con la maglietta bianca e il logo della manifestazione: la prova dell’avvenuta conquista da portare a valle. Al Palamonti (www.caibergami.it ) il Cai offre tutte le informazioni ma, ancora in pianura, un altro «infopoint della montagna» apre i battenti all’Oriocenter, il tempio dello shopping che — grazie ai voli a basso costo — attira anche gli inglesi. «Niente di strano — dice il presidente Giancarlo Bassi. — L’idea è di offrire un punto di raccordo fra pianura e montagna. Mettere insieme turismo e commercio, e non solo per questa, ma per tutte le manifestazione legate al Cai e alla montagna». Che ha portato anche la Skyraid che si tornerà a correre il 17 luglio, una settimana dopo le «vette d’Italia», una straordinaria cavalcata ‘a fil di cielo’ in omaggio esclusivo alla Presolana, ribattezzata la regina delle Orobie

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