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Fontana: “Occorre un patto di stabilità regionale”

Anci Lombardia presenta le osservazioni al piano strategico. “Semplificazione degli adempimenti burocratici a carico dei piccoli comuni"

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attilio fontanaANCI Lombardia ha presentato alla Regione le sue osservazioni sul Documento strategico (DSA), che aggiorna annualmente il Piano regionale di sviluppo.
Tra i temi principali oggetto di osservazione, la necessità di arrivare a un patto di stabilità territoriale che tenga conto anche dei criteri di virtuosità finanziaria che si stanno elaborando da ANCI Lombardia proprio di concerto con la Regione.
Gli amministratori comunali toccano ogni giorno con mano le difficoltà in cui si trovano imprese, lavoratori e famiglie alle prese con l’incertezza economica – commenta il presidente di ANCI Lombardia Attilio Fontana – I Comuni possono svolgere una funzione anticrisi sia attraverso investimenti per la qualificazione della vita urbana, sia realizzando politiche di coesione e di sostegno sociale più che mai necessarie in questa fase di crisi ed incertezza. Purtroppo le norme che regolano il patto di stabilità e i recenti tagli imposti dalla manovra 2012 impediscono ai Comuni di svolgere appieno il loro ruolo. Da questo punto di vista l’istituzione di un patto di stabilità regionale che dia ai Comuni la possibilità di investire potrebbe essere decisivo” .
Tra le osservazioni anche la semplificazione degli adempimenti burocratici a carico dei piccoli comuni, spesso costretti a dirottare energie e risorse per fare fronte alle richieste di enti di livello superiore. Questo tema è direttamente legato alla sfida dell’adeguatezza del livello di governo, in una regione in cui è molto alta la presenza di piccoli Comuni. ANCI Lombardia ha da sempre accettato la sfida della gestione associata, sostenendo l’opportunità da parte della Regione di privilegiare con coerenza la forma più stabile, l’Unione di Comuni, premiandola in ogni suo atto e bando.
Infine, alla luce dell’esito referendario, è opinione di ANCI Lombardia che anche la Regione debba procedere a un complessivo ripensamento delle disposizioni regionali in materia di servizi pubblici locali. Il nuovo percorso normativo dovrà lasciare agli Enti Locali la libertà di scegliere (nel rispetto della normativa europea) quella forma di gestione del servizio idrico ritenuta la più idonea a svolgere una funzione sociale e di preminente interesse generale.
Visto il ruolo primario nella governance del servizio idrico integrato attribuito ai Comuni, dovrà essere data concreta attuazione alle disposizioni che garantiscono ai Comuni l’esercizio di poteri di gestione, di indirizzo e di controllo connessi, tra l’altro, con la definizione del piano d’ambito, della tariffa, dei contratti di servizio e della modalità di gestione. Quanto, poi, alla determinazione della tariffa (materia anch’essa modificata dal recente Referendum abrogativo), ANCI Lombardia ritiene opportuno che la Regione provveda a determinare, attraverso uno specifico intervento normativo, una percentuale di tariffa minima che dovrà obbligatoriamente essere destinata ad investimenti delle reti, degli impianti e delle dotazioni organiche.
Per le politiche sociali ANCI Lombardia ricorda la drastica diminuzione di risorse derivanti dallo Stato e di come sia necessario operare per creare sinergia ed evitare sovrapposizione negli interventi tra i diversi soggetti istituzionali e sociali. Inoltre ANCI Lombardia chiede che sia incrementato il contributo proveniente dalla Sanità per le politiche socio-sanitarie.

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