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Ghilardi: “Dall’export di qualit?? buon segnale per le aziende metalmeccaniche” fotogallery

Assemblea del gruppo, protagonisti tre casi di eccellenza: Remazel, Persico e la milanese Carnaghi. Il presidente Ghilardi: "Si intravede una via d'uscita"

“Il settore metalmeccanico, sia in Italia sia a Bergamo, nonostante le difficoltà, continua ad essere un esempio per l’Italia e per l’industria, grazie soprattutto all’export e alle nicchie di elevatissima qualità”. Raffaele Ghilardi, presidente del Gruppo metalmeccanici di Confindustria Bergamo, questo pomeriggio all’assemblea del Gruppo ha voluto proprio puntare sui casi di eccellenza, presentando l’esperienza di tre aziende particolarmente significative del panorama italiano: le bergamasche Remazel Engineering spa e Persico spa e la milanese Pietro Carnaghi spa.
“Vorremmo proprio partire dalle storie positive – ha commentato nella conferenza stampa di presentazione dell’assemblea – per dare messaggi di ottimismo all’interno di un quadro che resta complesso. L’export italiano del settore negli ultimi anni è aumentato e questo non è successo in altri Paesi sviluppati. Pur con qualche ombra, messaggi positivi sono peraltro emersi anche alla recentissima assemblea di Federmeccanica”.
Ghilardi, che è stato eletto nel Consiglio direttivo della Federazione nazionale, oltre che nel Consiglio Direttivo di Confindustria Bergamo, ha annunciato che Bergamo sarà nel 2012 per la prima volta la sede della prossima assemblea nazionale.
La crisi ha lasciato pesantemente il segno nel settore, non tanto come numero di aziende, che restano 500 su un totale di 1300 associate a Confindustria Bergamo, ma in termini di addetti che sono scesi di circa un migliaio dal giugno del 2010 al giugno di quest’anno. “Sono dati che stanno ad evidenziare tutte le difficoltà di questi mesi – ha sottolineato il presidente – ma d’altra parte è anche positivo che le aziende non siano calate e che si possa intravedere per il settore una via di uscita”.
Spazio quindi agli esempi positivi, come quelli rappresentati dagli imprenditori ospiti, diventati leader mondiali in settori ad altissima tecnologia. Remazel, che esporta l’85% della produzione, ha saputo mettere da parte i timori di perdere la propria identità avviando un serrato programma di accordi ed alleanze, prima con Miro Radici, poi con Zambetti e Lumina, che ha fatto decollare il fatturato da pochi milioni a 80 milioni di euro. “Non abbiamo mai perso di vista – ha spiegato Gianfranco Gamba, amministratore delegato – l’attenzione all’ingegneria pura e alla ricerca ingegneristica e quindi ci siamo dati da fare per trovare partner per realizzare i nostri progetti, per esempio macchine speciali per il settore off-shore in acque sempre più profonde. Oggi inoltre stiamo per dare il via a presenze strategiche in Brasile e in Cina”.
Esporta il 90% della produzione la Pietro Carnaghi spa, nota anche nelle cronache sportive per aver dato il nome all’omonima squadra di pallavolo femminile rivale della Foppa Pedretti.  
“Siamo alla terza generazione e la quarta è già in azienda – ha spiegato Flavio Radice, amministratore delegato – e abbiamo fortemente voluto la leadership mondiale su un settore di nicchia come le grandi macchine utensili per l’energia e l’aeronautica. Siamo parte di un distretto industriale, nello zona dell’alto milanese e del varesino, che è fondamentale. Abbiamo anche uno stabilimento in Cina da 4 anni e fra poco realizzeremo un’altra sede a Shanghai, ma le parti più ordinarie delle nostre macchine, il resto non potrebbe nascere se non in Italia. Le nostre macchine lavoreranno in provincia di Trento per la realizzazione del motore dell’Airbus 340, una commessa vinta con una durissima gara internazionale. Nel 2005 fatturavamo 25 milioni di euro e ci siamo posti l’obiettivo di arrivare a 100 milioni in cinque anni. Oggi, a obiettivo raggiunto, ci siamo dati il nuovo obiettivo di arrivare a 500 milioni di euro nei prossimi 5 anni”.
Quasi senza bisogno di presentazioni il “caso Persico”. Pierino Persico, ex modellista meccanico che ha da subito intuito le potenzialità del Cad-Cam, ha voluto ricordare soprattutto l’importanza di diversificare, crescere in qualità, cavalcare e anticipare l’innovazione.
Spunti positivi che per Giangiacomo Nardozzi, ordinario di economia politica al Politecnico di Milano, sono però ancora troppo pochi in una realtà italiana che, pur avendo un grande potenziale, resta limitata a causa della paura di aprirsi a capitali esterni, della gestione non manageriale e della difficoltà di uscire dal familismo e di valorizzare il capitale umano e la formazione, nonché di una certa resistenza ad usare appieno le nuove tecnologie.
In tema di formazione il presidente Ghilardi ha annunciato che sta per partire una collaborazione con le scuole, in particolare con l’Istituto tecnico Paleocapa, per mettere a contatto gruppi limitati di studenti con le realtà imprenditoriali più innovative con l’obiettivo di dare un’immagine più attuale e stimolante del settore.

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