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L’Arlecchino trova casa: nei giardini del Donizetti

La statua di Mario Gotti, regalata al Comune dal Ducato di piazza Pontida sembra aver trovato la sua definitiva sistemazione: nei giardini di largo Gavazzeni.

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E’ forse finito il pellegrinaggio della statua più contrastata degli ultimi anni. L’Arlecchino di Mario Gotti, regalato al Comune di Bergamo dal Ducato di piazza Pontida sembra aver trovato la sua definitiva sistemazione: di fianco al teatro Donizetti, nei giardini di largo Gavazzeni.
Adesso si trova in un altro giardino cittadino, poco più in là, in via Tasso negli spazi del palazzo della Provincia che aveva l’Arlecchino in comodato d’uso e che ora, con il beneplacito di tutti i soggetti coionvolti, tornerà di fatto di proprietà di Palafrizzoni. Ma non sarà posizionata vicino alla fontana di largo Rezzara il cui creatore non aveva gradito la vicinanza con la statua colorata.

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Commenti

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  1. Scritto da claudia

    lo trovo semplicemente brutto, lo credo bene che continua a peregrinare.

  2. Scritto da mariagraziabonicelli

    bè caravaggio, si, era un genio…mi consenta signor “pulcinella(?) , il fatto è che l’accanimento sull’arlecchino è stato presentato come la necessità per la città di mettere in luce la propria identità…si ricorda quando la lega, prima di introdurre il leit motiv del federalismo, parlava di radici, di identità, del dialetto e bla bla? ecco…oltre al fatto che condivido il giudizio estetico negativo, aggiungo anche l’assenza di questa “rappresentazione di identità locale”.

  3. Scritto da alessandro

    Ol Giupì, bergamasco doc, è di casa a Hanga. L’Arlichì, venezianizzato, ha la casa a Oneta di S.Giovanni Bianco. Che se lo prendano loro (se gradiscono). Ma in un luogo pubblico a Bergamo, proprio no. La giunta Tentorio ne sta combinando proprio di tutti i colori…

  4. Scritto da Cittadino stupito

    Non potrebbero riciclarlo in una discarica?

  5. Scritto da ma non è bella !!

    gira e rigira non si dice una cosa semplice: NON è bella. Punto e basta, quindi NON andava esposta in un luogo pubblico. Con buona pace dell’entusiasmo e della buona fede dei promotori

  6. Scritto da Pulcinella era un genio?

    Gusti. Arte da discutere come Arlecchino . Pensate che alla Gamec c’è un cumulo di terra contadina che viene fatta passare per opera d’arte. Dai curatori. incredibile ma da accettare, da discutere. Rispettando le opinioni. Il vero problema è che per che è certe persone vale solo un’opinione, un giudizio inappellabile. Il loro. Questo sì è inaccettabile e volgare. Quanto al fatto che l’Arlecchino sia un’immagine negativa…non c’entra un fico secco. Pulcinella che era? Un genio? E Caravaggio?

  7. Scritto da vic

    Con la che speranza che Bruni, se malauguratamente tornasse a Palazzo Frizzoni, non lo faccia togliere immediatamente anche da lì, come priorietà programmatica,

  8. Scritto da Scocciato

    Speriamo che Bruni rivinca, una schifezza come questa non si è mai vista!

  9. Scritto da basta arlecchinate!

    Ma quell’orrore di statua, non si può restituire, una volta per tutte, all’autore?

  10. Scritto da maria grazia bonicelli

    sette anni non sono pochi per decidere cosa fare di una statua : ricordo le ldiscussioni in consiglio di circoscrizione , per trovare una collocazione adeguata:feci notare allora che nel testo dello storico bergamasco Bortolo Belotti, si diceva a chiare lettere che l’Arlecchino non poteva essere assunto come emblema della bergamaschità; fannullone, furbo ladruncolo, volgarotto, non mi sembrano proprio virtù di cui andare fieri al punto di battersi per la esibizione del simpatico personaggio.

  11. Scritto da Roberto

    Ma è orrendo, se lo metta in casa sua Tentorio.