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Il miglior antidolorifico? L’amore

Le persone amate, figure di attaccamento, possono invece agire come ?segnali?

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In uno studio pubblicato il 28 giugno, il team della dottoressa Naomi Eisenberger ha usato una macchina fMRI per esaminare i cervelli di 17 donne che erano state sottoposte a piccole punture mentre guardavano fotografie varie, che ritraevano i propri partner, storie romantiche, stranieri o oggetti . Alle donne è stato poi chiesto quanto dolore avevano provato. L’importo medio di disagio riportato dalle cavie esposte a livelli moderati e alti di dolore mentre guardando le fotografie di amanti, sconosciuti o oggetti era diverso, come previsto dalla Eisenberger. Più precisamente, le donne non sentivano così male quando guardavano le immagini dei loro partner. Una ricerca precedente ha descritto questo fenomeno, ma a differenza di precedenti ricerche, la Eisenberger ha verificato le reazioni in prima persona. E ha intuito che la diminuzione del dolore è parsa associata all’attività della corteccia prefrontale ventromediale, una parte del cervello legata a sentimenti di sicurezza e rassicurazione. L’osservazione supporterebbe la teoria della Eisenberger, cioé che che la presenza di una persona amata diminuisce il dolore. “Nella letteratura, si parla di stimoli automatici relativi alla paura – ad esempio per serpenti, ragni, cose che temiamo per antonomasia. Le persone amate, figure di attaccamento, possono invece agire come “segnali” di sicurezza al nostro cervello”, come individui che nel corso della storia evolutiva hanno favorito la nostra sopravvivenza.” Anche se il nuovo studio non è stato condotto su alcun uomo, la Eisenberger ha detto che non vi erano motivi per pesare a reazioni diverse. “La gente potrebbe supporre che le donne siano più sensibili, ma questi processi sono altrettanto fondamentali per gli uomini”, ha dichiarato.

(da giornalettismo.com)
 

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