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“Contador non ?? un cannibale”

Il campione bergamasco alla vigilia del Tour, parla dello spagnolo: "Attenzione a Basso, far?? una grande prova".

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A poche ore dalla partenza del Tour de France, il vincitore dell’edizione 1965, Felice Gimondi, ha detto la sua ai microfoni di Sportal.it. L’ex campione delle due ruote ha indicato il suo personale elenco di pretendenti alla maglia gialla: "Il favorito del Tour de France di quest’anno è sicuramente Contador, poi ci sono Schleck ed Evans. Attenzione anche ad Ivan Basso, che secondo me disputerà un’ottima Grande Boucle. Credo invece che Vinokourov potrà lottare solo per i successi di tappa e non per la classifica generale", dice Gimondi in un’intervista esclusiva a Sportal.it.
Oltre a Basso, ci sono altri due ciclisti italiani che secondo Gimondi potranno fare bene sulle strade di Francia. Si tratta di due corridori della Lampre: "Cunego può tentare di vincere qualche tappa, ma deve lasciar perdere la classifica generale. La prima settimana di corsa è invece favorevole a Petacchi: le prime 7-8 tappe sono pianeggianti, si corre in riva all’oceano Atlantico e il vento rappresenterà un’insidia, uno sprinter di esperienza come lui sarà sicuramente tra i protagonisti".
L’ex campione del mondo prova poi a individuare il punto debole di Contador: "Non è un super cronomen, si può battere lì: l’anno scorso nell’ultima sfida contro il tempo del Tour è arrivato 33°. Però quest’anno nella crono conclusiva del Giro d’Italia a Milano ha rischiato di vincere, quindi penso che dipenderà molto dalla sua condizione e da come ha recuperato le fatiche della Corsa Rosa".
Inevitabile poi un paragone tra l’iberico e lo storico rivale di Gimondi, Eddy Merckx: "Contador non è un ‘cannibale’. Quest’anno al Giro ha lasciato vincere ad altri corridori almeno quattro tappe in cui poteva tranquillamente imporsi, come la frazione di Macugnaga o l’arrivo sullo Zoncolan. Merckx invece non guardava in faccia a nessuno, neanche ai compagni di squadra…"
Il Tour di quest’anno, secondo Gimondi, si deciderà solo negli ultimi giorni: "Tutte le tappe sono importanti, magari in una frazione banale arriva una fuga da lontano e la classifica generale cambia – conclude l’ex ciclista bergamasco -. Comunque il Tour dovrebbe decidersi negli arrivi in salita: in particolare quelli sui Pirenei (Luz-Ardiden e Plateau de Beille) e la due giorni alpina dell’ultima settimana che vede in due giorni successivi i traguardi sul Galibier e sull’Alpe d’Huez".

(da fastweb.it)
 

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