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Cinque mosse in cinque anni, la sfida del Pdl

Cinque mosse in cinque anni per dare a Bergamo un nuovo volto: quello di una città moderna, lontana dallo stereotipo della “sonnacchiosa provincia”.

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Cinque mosse in cinque anni per dare a Bergamo un nuovo volto: quello di una città moderna, lontana dallo stereotipo della “sonnacchiosa provincia”. Questa la sfida che Il Popolo della Libertà ha in animo per la capitale orobica, una sfida che ha bisogno di una maggioranza che sappia sostenere un programma di cambiamento: «L’Amministrazione è sostenuta da una forte e leale coalizione in Consiglio Comunale – ha dichiarato ieri (durante la conferenza stampa organizzata per fare il punto sui primi due anni di amministrazione Tentorio) il capogruppo del PDL a Palafrizzoni Giuseppe Petralia – Non abbiamo mai vissuto imboscate o situazioni di difficoltà: la Lega è un ottimo alleato, con il quale ci sono rapporti di competizione giocati però sul piano squisitamente politico».

Come a dire che frizioni e differenze di vedute vengono tenute fuori dall’attività amministrativa: anche grazie a questa coesione politica, «Bergamo è la quinta città meglio amministrata d’Italia – afferma ancora Petralia – E questo non vale, come sostiene qualcuno, solo dal punto di vista della contabilità, ma anche da quello dei progetti: alla scadenza di questo mandato ci presenteremo di nuovo e vinceremo, perché la gente sta cominciando a capirci».

Capitolo realizzazioni, dunque. A due anni dall’insediamento della Giunta Tentorio, il bilancio si presenta più che positivo: a delinearne il quadro è Gianfranco Ceci, vice sindaco e assessore alle infrastrutture e trasporti: «Cinque sono le macroaree del nostro intervento, e già molti progetti sono a buon punto – ha spiegato – Anzitutto, c’è il tema di “Bergamo città della cultura”, per riportaci al centro dell’attenzione culturale internazionale: le celebrazioni per il 150° dell’Unità d’Italia (le migliori del Paese) e le opere dell’Accademia Carrara in giro per il mondo sono segnali importanti. Poi c’è il grande obiettivo dell’inserimento delle mura di Città Alta nel Patrimonio dell’Umanità». E se l’alta cultura si risveglia, le movide e l’adunata degli alpini «hanno fatto sì che Bergamo, da città sonnolenta, sia tornata “città viva”, punto di riferimento soprattutto per i giovani».

Le altre due “mosse” riguardano la “città del turismo” e la strategia di avvicinamento a Expo 2015: «Non basta dire che Bergamo è una città bellissima – ha detto Ceci – Bisogna valorizzarla col turismo, di cui l’Urban Center è divenuto il vero motore. Expo 2015, poi, è un’occasione da afferrare con le grandi opere infrastrutturali».

L’ultima mossa è quella decisiva: «Bergamo deve guardare al proprio futuro con progetti di sviluppo urbano che intercettino investimenti in grado di rendere la città più moderna e più simile alle sue sorelle europee, recuperando i ritardi e andando incontro a testa alta a Expo 2015 – ha spiegato Ceci – L’ex gasometro, il polo intermodale, la risalita e il parcheggio di Città Alta. E poi un sogno da realizzare: Porta Sud. I prossimi tre anni devono essere spesi per queste opere: anche una sola di esse varrebbe un mandato amministrativo, noi le vogliamo fare tutte».

Queste sono le cinque macro-aree di cambiamento, le “cinque mosse” grazie alle quali Bergamo diventerà una città davvero al passo con il resto d’Europa: «Questa è la strategia che Il Popolo della Libertà porterà avanti, per rendere Bergamo, provocatoriamente, “ombelico del mondo”», ha concluse Ceci.

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Commenti

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  1. Scritto da Fuzzimib

    Verrà applicato il modello Scajola (cresceremo a nostra insaputa) o quello Scilipoti (ci siederemo a qualunque tavola, purchè apparecchiata)?