Il racconto

La giornata di uno scrutatore “Aria di quorum, nel nostro seggio”

Seggi aperti per i quattro quesiti. Vi proponiamo curiosit?? in diretta sul lavoro ai seggi in un quartiere di periferia, a Bergamo.

Seggi aperti per i referendum e anche oggi vi proponiamo “La giornata di uno scrutatore”, da un seggio di periferia di Bergamo, firmata per noi da Amerigo Ormea. Dal basso verso l’alto la diretta, con continui aggiornamenti.

Nella giornata di lunedì a Bergamo città è stato superato abbondantemente il 43% di affluenza.

di Amerigo Ormea

Ore 20,30 La poliziotta dorme in un locale della scuola con brandina e sacco a pelo. Penso a che macchina organizzativa c’e dietro a questi momenti elettorali e se da un lato apprezzo lo sforzo democratico, dall’altro penso che si potrebbe semplificare molto. Dal punto di vista tecnologico, in primis, ma anche unificando i momenti elettorali. Si è appena votato in mezza Italia perché non unificare con i referendum? Lo so il perché, ma non dovrebbe essere così. Per legge, si dovrebbero unificare. Oppure che chi li tiene distinti ne paghi il costo.

Ore 20 Nuova rilevazione oraria (il presidente mi sembra più rilassato): siamo al 43.3

Ore 19,30
La seconda rilevazione ufficiale dice che nel nostro seggio ha votato il 39,4%. C’è aria di quorum, nel nostro seggio, s’intende.

Ore 18,30
faccio una passeggiata nell’atrio: sembra un salotto. Le persone si incontrano, si salutano, chiacchierano, si informano sulle vacanze imminenti, sull’esito scolastico dei figli. L’impiegata del comune disegna insieme al nipotino. Il vigile fa il sudoku mentre la poliziotta legge nientemeno ch l trattato sulla tolleranza di Voltaire, che in verità si era portato dietro il vigile. Tutto e tranquillo.

Ore 18,10 Sto scrivendo queste noterelle su un iPad. La segretaria fa conteggi e scrive note su un portatile. Tutti abbiamo il cellulare. Tutto ciò stride con la montagna di carta con cui abbiamo a che fare, con i moduli da firmare per farli avere in Comune, con le buste grandi in cui infilare le buste piccole, con le matite copiative, con i conteggi manuali che dovremo fare domani, con la totale archeologia di questo sistema di voto.

Ore 18 Rilevazione dell’afflusso: hanno votato in 320, pari al 36 per cento. Donne sempre lievemente in testa (ma sono anche nettamente piu numerose nelle liste). Nel nostro fondamentale seggio, il quorum si avvicina.

Ore 17,40 Ogni tanto arrivano visite. O dagli altri seggi, per scambi di informazioni,  curiosità, richieste di chiarimento. Oppure arrivano i fidanzati delle scrutatrici, il figlio lupetto del presidente che e rimasto fuori di casa, la zia della segretaria. Rispetto alle ultime elezioni, dice il presidente, c’e un afflusso più continuativo, con meno pause.

Ore 17,10 Ci capita, è umano, di andare in bagno. Che tristezza, pensando soprattutto che sono bagni per bambini delle elementari: non c’e carta igienica, non c’ e carta asciugamani, non c’e sapone (la vicepresidente commenta: per forza, li portiamo da casa). Sono puliti, ma vecchi, scrostati, tristi.

Ore 17  H
a votato il 31,6 per cento. Sono curioso di vedere se il resto d’Italia ci segue.

Ore 16,55  
Tragedia familiare a casa della vicepresidente: non si trovano le scarpe da calcio del bambino di 10 anni. E domani c’è il Cre. Come si farà? Giro di telefonate affannose. Se qualcuno le trova, faccia sapere: sono verdi, numero 37, appena lavate.

Ore 16,23
Rubiamo una bella idea dal seggio vicino: hanno preso nota degli elettori che compiono gli anni in questi giorni elettorali per fare gli auguri. Lo facciamo anche noi? Il presidente acconsente.

Ore 16
Rilevazione: siamo al 27.5 per cento. Viene a votare il rappresentante di lista dell’Italia dei Valori: affannosa ricerca della pagina del manuale di istruzioni per sapere come e dove registrarlo. Occorre vidimare una scheda in più. Ce la facciamo, speriamo non salti fuori qualche navigante, terrore di tutti i presidenti, categoria cui sono dedicate decine di pagine del ponderoso (231 pagine) manuale di istruzioni.

Ore 15,30
Dopo la pausa, inizia un lungo pomeriggio. La vicepresidente è andata a casa, ha rubato un vaso di caramelle ai bambini e ce le ha portate: le abbiamo messe sul tavolino a disposizione del pubblico. Lei non si è neanche fatta vedere dai bambini ed è andata a mangiare in un bar: è la sua vacanza! Il presidente è tornato da casa quasi commosso: i suoi figli (grandi) gli hanno fatto trovare il pranzo pronto.

Ore 13,45 Tanti arrivano con i bambini, i più grandicelli sono incuriositi e aiutano a inserire la scheda nel’urna. Tipica la scena delle coppie anziane (diciamo dai 40 in su): i documenti li ha la moglie nella borsetta, il marito brontola perché non fa abbastanza alla svelta a porgerglieli. Poi il marito spiega alla moglie come si vota. Le mogli ci guardano pazienti e non dicono nulla.

Ore 13.30 Pausa, sono tutti a pranzo. Faccio due conti. Siamo pagati 170 euro per il lavoro sui quattro referendum, lavoriamo 27 ore tra sabato e lunedì considerando un tre ore di scrutinio. Quindi incassiamo 6,3 euro all’ora. Qualcosa di piu il presidente. Nessuno dica che ci strapagano….

Ore 13
Afflusso delle 13: 22,14. E noi contiamo…. Per allontanare la sindrome della scheda che manca.

12.59 Sono donne sia l’elettrice più anziana, classe 1913, che la più giovane, del 1993: tra le due ci sono 80 anni di diffeenza!

12.40 Una signora si rifiuta di lasciare il cellulare: aspetta il figlio e lo consegna a lui. In compenso un altro signore dimentica il borsello con tutti i suoi averi. Glielo restituiamo con solerzia.

Ore 12 Affluenza delle 12, quella che conta per il dato nazionale. Siamo al 16,8 come al solito i primi. Anche se non è merito nostro, mi rendo conto. Po fa piacere. Registriamo anche il sorpasso tra donne e uomini: una conferma che a messa vanno più donne che uomini?

Ore 11.35 Faccio un’indagine tra i componenti del seggio: perché lo fate? Il presidente: sono nella lista e se arriva la nomina, tocca farlo. E  il compenso è utile al bilancio familiare. Ha la moglie in un altro seggio e scopro che sono diversi i casi di intere famiglie all’opera. Vicepresidente: due giorni di quiete, lontano dai bambini. E per i soldi. Scrutatore uno: per fare un’esperienza civica. (è giovane!) E per i soldi. Scrutatore due: non l’avevo mai fatto. E per i soldi. Io: anche.

Ore 11 Nuova rilevazione: sfioriamo il 12 per cento. Aspettiamo l’uscita dalla messa per il prossimo afflusso.

Ore 10,50 A momenti di stanca succedono momenti frenetici. Arrivano elettori a frotte e si corre per non confondere i documenti dell’uno e dell’altro.
Crisi: una elettrice con. Passeggino al seguito ha dimenticato di ritirare i documenti. La scrutatrice parte di scatto e la raggiunge al semaforo dopo 150 metri. Torna ansante e fiera della sua dedizione ai cittadini.

Ore 10 Nuova rilevazione. Il presidente ce le fa fare ogni ora per combattere la "sindrome della scheda mancante". Così sappiamo sempre quanti siamo. la percentuale e raddoppiata: 6.4

Ore 9,58 Si presenta il primo elettore che ritira solo una scheda: quella del legittimo impedimento. Per votare no o si? Comunque aiuta a raggiungere il quorum, forse è un si. Finora non si registrrano problemi. La gente sembra informata, viene, ritira le quattro schede e vota. Il caos dei giorni scorsi si vota- non si vota per il nucleare non sembra aver avuto effetti. Certo che, da povero scrutatore, mi chieo se ha senso che una volta indetti i refeendum il parlamento o il governo possa ancora intervenire. Il loro tempo, a mio sommesso avviso, e scaduto: e non solo per motivi di spesa, tipo la ristampa delle schede. Ma perché altrimenti si vanifica il senso del referendum, almeno così pare a me. Una volta che e indetto, si ascoltino gli elettori, altrimenti che si fa a fa a fare?

Ore 9,40 Tra un elettore e l’altro si chiacchiera. Il presidente e il più anziano, abita nel quartiere e infatti conosce un sacco di gente. Ha già fatto il presidente tre o quattro volte e ci racconta vari aneddoti. E’ simpatico ma un po’ risoluto (la segretaria preferisce dire autoritario).
La vicepresidente è una traduttrice dall’inglese, ma adesso fa soprattuto la mamma. Ha già fatto la presidente e non si spiega perché sia stata "degradata".
Magari ha fatto qualche sciocchezza? La segretaria ha 26 anni, due lauree e cerca lavoro: secondo me con due lauree non troverà nulla. Vorrebbe andare alla’estero. L’altro scrutatore lavora in un ente pubblico. E un gruppo simpatico, che si e affiatato subito. Ieri abbiamo finito per primi tra i quattro seggi della scuola e ci consideriamo un po’ i campioni. Vedremo alla distanza

Ore 9 prima rilevazione dell’afflusso (il presidente e un maniaco dei numeri).
Ci mettiamo un po’ a calcolare la percentuale: saranno bravi scrutatori ma con i numeri non ci sano fare. Comunque siamo al 3.2 per cento. Sembra bassino, boh…

Ore 8,10 Se l’afflusso sara’ come in questi primi minuti, il quorum si raggiunge a mezzogiorno! Ma iil presidente mi spiega che e sempre così, all’inizio arriva il flusso di chi ha fretta di andare fuori città. Oppure di chi ha fretta e basta. L’altra tempistica da tenere presente e quella delle messe. Mi segnalano che il parroco e già passato. Arriverà gente ala fine della prima messa e poi intorno alla seconda.

Ore 7,50 Rieccoci,tutti allegri e festosi. La poliziotta ha l’aria assonnata. La sua settimana enigmistica e nelle mani del vigile comunale mentre l’impiegata comunale spazzola un pacchetto di biscotti.
Ci sono due elettori che evidentemente credevano si votasse dalle 7 e ci guardano con odio.non oso chiedere di quale seggio siano. Apriamo la porta togliendo lo scotch, spalanchiamo le finestre per il caldo (come faranno i bambini nelle ore di scuola?), via con i registri e le schede. Facciamo votare i primissimi, uno era di quelli che aspettavano dalle 7, facciamo finta di niente.

Leggi la diretta sull’apertura del seggio sabato 11 giugno

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