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Yara, sei mesi dal suo ultimo sorriso Da oggi aperta la camera ardente

Portata via dal suo assassino il 26 novembre del 2010. Alle 8 apre la camera ardente nella casa di riposo di Brembate Sopra. Attese migliaia di persone.

Non sarà per forza il numero di persone che faranno visita al feretro bianco di Yara Gambirasio a dare la misura di quanta emozione ha uscitato la tremenda storia che ha coinvolto la ragazzina di Brembate Sopra. Parlando di numeri ci sono già stati i mazzi di fiori, i biglietti, i piccoli regali di tanti bambini, ammassati uno sull’altro ai bordi del campo di Chignolo d’Isola, dove Yara è stata trovata morta il 26 febbraio.
Ci sono già state le migliaia di persone che a quel luogo apparentemente anonimo, un rimasuglio di campagna schiacciato da una zona industriale, hanno voluto far visita, per una preghiera, per un saluto, per un pensiero. Un’emozione lunga mista al mistero sulle sorti della ragazza nei primi tre mesi dopo la scomprsa, mista alla disillusione e alla rabbia dal ritrovamento del cadavere in poi.
Da oggi (26 maggio) un’emozione che vuole continuare: i numeri e i pellegrinaggi rischiano di essere poca cosa rispetto a quel che Brembate Sopra si aspetta. Da oggi, alla camera ardente della casa di riposo di Brembate Sopra, in via Papa Giovanni, si attendono migliaia di persone. Già ieri, dopo che il feretro è stato trasportato da Milano, qualcuno chiedeva se c’era modo di entrare, per una preghiera. L’attesa è alta, Brembate Sopra è pronta ad abbracciare e, in parte, ad essere abbracciata da chi verrà da fuori.
Yara è diventata figlia, sorella, amica di tanti dal 26 novembre al 26 maggio. Da quel 26 novembre in cui regalò l’ultimo sorreso alle amiche di ginnastica e alla sua istruttrice più cara. L’ha resa eccezionale la sua normalità, la sua storia è eccezionale a causa di un assassino che non ha ancora un nome, qualcuno che ha compiuto un atto contro il comune intendere la vita di tanti altri. Chi ha potuto farle del male? Se lo sono chiesti tutti coloro che hanno pestato le sterpaglie e il fango a Chignolo d’Isola. Se lo chiedono coloro che da questa mattina, alle 8, varcheranno la porta della chiesa della casa di riposo, divenuta camera ardente.

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