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L’addio di Emma alla Fiat: non ci sono soci di serie A

Tra le righe del suo intervento Marcegaglia ha lasciato intendere, pi?? d'una volta, che Confindustria ?? a una svolta e la svolta si chiama Fiat, o meglio, l'addio della Fiat.

Tra gli imprenditori presenti all’assemblea nazionale di Confindustria a Roma l’umore non è dei migliori. Neanche e soprattutto dopo il discorso di Emma Marcegaglia, forse uno dei più "alti" interventi sentiti da un presidente dell’associazione negli ultimi 10-15 anni. Tra le righe infatti la presidente ha lasciato intendere, più d’una volta, che Confindustria è a una svolta e la svolta si chiama Fiat, o meglio, l’addio della Fiat.
Già mercoledì la notizia era trapelata, poi smentita dalla casa automobilistica torinese con una dichiarazione sibillina: "L’uscita di Fiat da Confindustria non è all’ordine del giorno". Già, non è all’ordine del giorno oggi, il giorno dell’assemblea, ma lo sarà prestissimo. Sembra infatti che entro una settimana l’abbandono verrà ufficilializzato. Lo si sarebbe deciso in un incontro avvenuto mercoledì sera tra l’amministrarore delegato di Fiat Sergio Marchionne, il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi e la stessa Marcegaglia.
L’effetto sui confindustriali è quello di un pugno nello stomaco. Una decisione che, se da una parte conferma che la Fiat sia poco interessata all’Italia in generale, sconvolge e indebolisce l’associazione di viale dell’Astronomia. L’argomento della mattinata in platea è solo questo: e l’attenzione al discorso della presidente è stata rivolta proprio a carpirne i messaggi tra le righe. Che, appunto, non sono mancati. "Non ci sono soci di serie A e soci di serie B – ha infatti dichiarato parlando a braccio – Non agiamo sotto la pressione di nessuno, non pieghiamo le regole della maggioranza alle esigenze di un singolo. Sono finiti i tempi in cui l’agenda di Confinustria era dettata da poche grandi imprese". A tutti questa è parsa la risposta alle scelte della Fiat: riposta accolta da un forte applauso da parte della platea.

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Commenti

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  1. Scritto da Povera Confindustria..

    La Marcegaglia aveva etichettato la fuoriuscita di FIAT da Confindustria come ”temporanea” (giusto x uscire ”un attimo” dalle regole, crearsi un contratto a suo piacimento, mettere in un angolo l’irriducibile Fiom-Cgil)
    Ebbene.. ora si trova impantanata, con Marchionne che non ha la minima intenzione di rientrare in Confindustria, la Fiat che ha la testa (e chissà cos’altro) in USA, la Fiom-Cgil che col senno di poi aveva ragione sulle reali intenzioni di Mr.Marchionne..
    Complimenti..

  2. Scritto da bergamo

    berghem, lei vede positivo l’esilio di FIAT perchè danneggia i sindacati. E l’occupazione che se ne va, i redditi che non ci sono, la povertà – già molto alta in Italia — che crescerà?
    Meglio in meseria ma senza sindacati che bene ma con i sindacati, lei pare dire.
    O lei pensa che i sindacati siano la causa della povertà crescente di cui soffre l’Italia?
    Perchè in Germania i sindacati sono forti ma si sta bene, mentre negli USA, dove i sindacati sono deboli, stanno bene solo i milionari.

  3. Scritto da DAS...auto

    Mai avuta..e mai avro una FIAT!

  4. Scritto da Cicce Fraina

    Marchionne non ha la minima idea di come si manda avanti una fabbrica ed è interessato solo al fattore “utile” (soprattutto per se stresso). Gli imprenditori veri c’erano 40/50 anni fa quando l’Italia, pur uscita da una guerra persa, cresceva. Con il progresso tecnologico che c’è stato dovremmo campare tutti meglio invece siamo tutti più precari.
    Il problema sono gli imbecilli che appoggiano politiche di questo tipo, andiamo a far lavorare bambini gratis in Africa e saremo più competitivi

  5. Scritto da oraziococlite

    per 4 – io sento solo discorsi su riforme ferme ,ammortizzatori sociali ,investimenti in infrastrutture etc.mai che dicano ci dobbiamo svegliare ed andare all’estero.4- dimmi perchè S&P ha messo in riduzione il rating delle nostre maggiori banche tranne una ,dai che ce la fai sforzati…

  6. Scritto da wids

    una volta fuori da confindustria la fiat si terrà libera di prendere ogni decisione compresa quella della chiusura degli impianti produttivi in Italia e questo a causa di una politica sbagliata che non ha saputo mediare e dettare le linee guida per una conservazione dell’azienda !!! spero non venga l’idea a nessuno di rimettere gli incentivi o di pagare gli stipendi al posto di marchionne che guadagna e spende ed investe all’estero!!!

  7. Scritto da paci paciana-no-grazie

    maurizio(falso) & oraziococlite :
    Ma voi un discorso della marcegaglia l’avete mai sentito oppure non lo avete capito perchè troppo per il vs livello di comprensione ? a me pare proprio di no , altrimenti non direste certe cose, la marcegaglia e con lei il board di confindustria sono un vulcano di proposte innovative. Le pletore che mantiene confindustria sono le RSU delle fabbriche…………..

  8. Scritto da berghem

    tra un pò la fiat sposterà tutti i propri interessi fuori dall’Italia….direzione e produzione….est europa e Stati Uniti!!!! Con chi se la prenderà poi la cigl?????

  9. Scritto da oraziococlite

    MARCEGAGLIA E QUELLI CHE NE CONDIVIDONO LE IDEE NON ACCETTA CHE IL MONDO FUORI CONFINDUSTRIA VIAGGI A VELOCITA’ IPERSONICA MENTRE LORO SONO ANCORA LI’ A BALOCCARSI CON SINDACATI PER ASSISTERE LE IMPRESE ,MANTENERE PLETORE DI PERSONE ,VEDI FINCANTIERI ,PIETIRE SEMPRE GLI ALTRUI INVESTIMENTI E MAI CONFRONTARSI CON IL MERCATO GLOBALE.CHIEDERSI PERCHE’ S&P ABBASSA I RATING DELLE MAGGIORI BANCHE NO VISTO CHE VIVONO NEL MERCATO INTERNO PROTETTO.MEGLIO CHE FIAT ESCA DALLA CONGREGA CHE HA SUPPORTATO

  10. Scritto da maurizio(falso)

    Cara Presidentessa, sono capaci tutti a dire che non va e che siamo indietro di dieci anni; però mi piacerebbe sentire non solo proteste ma anche proposte. Confindustria è SICURA di avere preso le giuste decisioni nell’ultimo ventennio??? Io dico di no….