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Elkassim ?? tornato a Bergamo “Ricominciamo a vivere”

Il cittadino italiano di origini marocchine ?? rientrato in citt??, dopo circa 9 anni di prigionia in Marocco in seguito ad un blitz della Cia. "Bisogna riabituarsi alla normalit??" dice la moglie.

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"Siamo molto provati, mio marito preferisce non dire nulla in questi giorni": a parlare Khadija Pighizzini, moglie di Abdou Elkassim Britel, più semplicemente Elkassim, rientrato a Bergamo il 26 aprile dopo 9 anni di prigionia in Marocco in seguito ad una extraordinary rendition della Cia nel 2002. Finalmente libero, in cerca della normale quotidianeità, come dice la moglie. "Siamo molto provati, in questo momento non ho molte parole per descrivere quel che provo. Anche mio marito preferisce non dire nulla. Per ora vogliamo "solo" ricominciare a vivere".
Khadija parla di "ricominciare una nuova vita. Vivevamo qui a Bergamo, viviamo qui, siamo qui e da Bergamo vogliamo ricominciare. Quel che è più strano in questi giorni è occuparci delle piccole cose quotidiane. E’ importante riprendere o ritrovare alcune abitudini. E’ un modo di curarci, di prendere atto della decisione positiva presa in Marocco, di ricominciare".
Il dramma di Elkassim iniziò nel 2002. Residente a Bergamo e cittadino italiano, viaggiava molto spesso anche in Pakistan e Afghanistan, per lavoro. La sua vita cambiò a maggio del 2002, quando finì nel mirino della Cia, che lo prelevò da Islamabad trasportandolo in gran segreto a Rabat, senza tener conto in alcun modo della posizione della Giustizia italiana. Un primo periodo di detenzione illegale, un successivo e temporaneo rilascio, un nuovo arresto a Melilla e la condanna a 15 anni di prigione. Ci fu anche l’interessamento di una serie di deputati italiani, tra loro il bergamasco di Rifondazione comunista Ezio Locatelli, che fu più volte capo delegazione in visita in carcere a Elkassim. La richiesta di grazia dei deputati italiani fu poi controfirmata anche dall’allora sindaco di Bergamo Roberto Bruni.

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