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Addio Mario Cornali, artista della coerenza e del rigore

Con altri artisti orobici aveva dato vita al Gruppo Bergamo. Suoi sono i cartoni per gli affreschi e la via Crucis della parrocchiale della Celadina.

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“Non intendo stendere un cenno autocritico alle mie opere; parlare di se è sempre disagevole: non si può difendere un’opera con le parole”. E le opere di Mario Cornali, l’artista bergamasco che si è spento sabato all’età di 96 anni, non hanno bisogno di parole per suscitare nell’animo umano emozioni.
Cornali era nato a Bergamo l’8 settembre 1915. Aveva frequentato la Scuola d’Arte Andrea Fantoni e poi la scuola del Nudo all’Accademia Carrara. Per sei anni, dal 1929 al 1935, aveva frequentato lo studio del pittore Nino Nespoli e, dopo il servizio militare di leva, nel 1937 si era messo in proprio eseguendo lavori di decorazione nelle chiese. Nel 1942 aveva esposto alla Biennale di Venezia (nel padiglione delle forze armate) e a Roma in una mostra degli ”Artisti in armi”. È del 1951 la sua prima mostra personale che allestisce a Bergamo, in quello stesso periodo, eseguirà anche un affresco per la sede della Banca Popolare di Bergamo. Con altri artisti orobici aveva dato vita al Gruppo Bergamo e aveva partecipato ad una mostra collettiva alla Galleria San Fedele di Milano. Suoi sono i cartoni per gli affreschi e la via Crucis della parrocchiale della Celadina. Nei primi anni Sessanta gli viene assegnata la cattedra per l’insegnamento di figura disegnata al Liceo artistico di Bergamo dove rimarrà fino al 1978. Suoi lavori sono il ciclo di vetrate per la chiesa di Boario Terme e il Mosaico inserito nella parte centrale dell’abside, eseguite tra il 1962 e il 1974. Nel 1972, in collaborazione con il pittore Candido Baggi, vince il concorso per l’esecuzione di un ciclo di vetrate nella Cappella Mortuaria dell’Ospedale nuovo di Cremona.
Accanto a queste importanti commissioni c’è la sua pittura che affronta i temi del paesaggio, della natura morta, delle figure in interno. Tra le esposizioni più significative cui Cornali partecipò, sono da ricordare la Biennale di Venezia del 1950, la Mostra nazionale d’arte sacra, la Mostra nazionale della ceramica a Vicenza, il Premio Bergamo, il Premio Marzotto e il Premio Dalmine.
 

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Commenti

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  1. Scritto da Alessandro Pellegrini

    Ho avuto l’onore di conoscere ed apprezzare il Maestro Cornali al quale il nostro Comune aveva concesso la cittadinanza onoraria per la sua lunga permanenza a Berbenno e per le importanti opere che il Maestro aveva regalato alla nostra comunità: un affresco raffigurante l’immigrazione della nostra gente ed una crocefissione conservata presso il cimitero del capoluogo. Un ricordo indelebile di una persona estremamente riservata ma di grande ingegno. Alessandro Pellegrini ex Sindaco di Berbenno

  2. Scritto da marilena

    pur non conoscendolo a fondo, non posso che ammirare un uomo che non vuole promuovere se stesso con parole proprie, sicuramente doveva essere una persona modesta. Ossequi.