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Indagini su ex medico di Armstrong anche a casa di due bergamaschi

Perquisizioni per sequestrare telefoni e documenti nelle abitazioni dei ciclisti Caccia e Possoni. Si indaga sul dottor Michele Ferrari, fuori dal circuito ciclistico dal 2002.

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E’ arrivata anche nella Bergamasca, il particolare nelle abitazioni dei due ciclisti Diego Caccia e Morris Possoni, l’indagine della procura di Padova che punta la lente di ingrandimento su Michele Ferrari, il medico che per anni è stato storico preparatore di Lance Armstrong, il plurivincitore del tour de France rinato dopo un tumore ai testicoli di fine anni ’90.
L’indagine condotta dal pm Benedetto Roberti a Padova, nasce in realtà a Lione, in Francia, nel 2010. Ed è sempre stata caratterizzata da perquisizioni nelle abitazioni dei ciclisti, senza che vi sia mai stato il sequestro di sostanze dopanti. Quel che gli inquirenti cercano sono eventuali contratti o semplici contatti tra ciclisti professionisti tuttora in attività e il dottor Ferrari, al quale l’attività nel mondo del ciclismo è vietata dal 2002. Nessun ciclista può quindi avere alcun tipo di rapporto con lui.
Giovedì 21 aprile i carabinieri del Nas (Nucleo antisofisticazione e sanità) sono arrivati nelle abitazioni dei bergamaschi Caccia e Possoni. Caccia ha poi avuto modo di spiegare che gli sono stati sequestrati telefono cellulare, carta sim, computer, agende e contratto con la sua squadra, la Farnesi Neri, che poi gli è stato restituito. Un copione simile a quello di tante altre perquisizioni.

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