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“Il caso Misano e la nuova sensibilit?? pro bicicletta”

La vicepresidente Aribi, prende spunto dal caso Misano,per evidenziare come dai commenti di Bergamonews emerga una rinnovata sensibilit?? a favore dell'uso della bici.

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Claudia Ratti, vicepresidente dell’Aribi prende spunto dal caso Misano per evidenziare come dai commenti di Bergamonews emerga una rinnovata sensibilità a favore dell’uso della bici

Egregio Direttore,

l’A.Ri.Bi. (Associazione per il Rilancio della Bicicletta) di Bergamo celebra quest’anno il trentennale della propria fondazione: in questo non breve lasso di tempo molto è stato fatto per rivalutare l’uso della bicilcetta, così come molto altro resta naturalmente da fare; il nostro sodalizio propone da sempre il suo impegno civile e costruttivo, pensato e fortemente voluto a beneficio della collettività: chiunque può facilmente passare alla bicicletta, non appena si rende conto che in tal modo risparmia in misura rilevantissima lo spazio e le risorse energetiche comuni a tutti, come pure, per propria giusta convenienza, anche le sue risorse economiche, non più sperperate usando i mezzi a motore senza vera necessità.
Giovedì  21 aprile il Suo quotidiano dà conto della vicenda di Misano e promuove un forum web che raccoglie molto efficacemente le opinioni dei lettori: con nostro vivissimo compiacimento si dimostra così quanto sia ormai diffusa presso la cittadinanza una valida e consapevole informazione in materia di mobilità ciclabile.
Prescindendo da talune vene critiche accese soprattutto dalla passione politica, non possiamo che condividere pienamente il significato „pro-bike” comune a tutte quegli interventi, che riteniamo opportuno riepilogare organicamente, aggiungendo alcune nostre osservazioni.
Per loro ben nota tradizione i paesi d’oltralpe sono con evidente fondamento percepiti come assai più sensibili di noi quanto a rispetto dei beni e degli interessi della comunità, per cui si portano ad esempio di buona amministrazione della cosa pubblica, impegnata a favorire, con ampi incentivi della mobilità ciclabile, gli stili di vita che si dimostrano sostenibili e sani grazie ai loro ben noti risvolti positivi, i più rilevanti dei quali sono:
il deciso contributo alla riduzione dell’inquinamento atmosferico ed acustico, unito ad un notevole calo del consumo di carburanti fossili e dei relativi costi, personali, sanitari e sociali;
il miglioramento della forma fisica degli utenti anche non agonistici della bicicletta e la contemporanea rilevantissima riduzione della loro sinistrosità nella circolazione stradale;
la praticità e l’economicità del mezzo ciclistico che, unita al decongestionamento del traffico, in ámbito urbano rende gli spostamenti perfino più veloci di quelli motorizzati.
I punti essenziali del tema sono validi a Misano come in qualunque altro contesto urbano, soprattutto laddove resiste un altissimo, eccessivo rapporto numerico tra autoveicoli circolanti e popolazione residente: teniamo a sottolineare che non presumiamo mai da parte degli amministratori pubblici l’insensibilità per le tematiche a noi care, ci basta lasciare alla prova dei loro fatti compiuti, necessariamente palesi e noti a tutti, la tangibile dimostrazione di quanto essi (i fatti e gli amministratori che li compiono) siano vicini o – purtroppo – talora molto lontani dai migliori esempi, nazionali ed esteri, a tutti ben noti; crediamo infatti che i fatti contino sempre, in particolar modo al momento del consuntivo imposto daegli avvicendamenti periodici: l’ormai evidente e sempre più premente sensibilità dei cittadini elettori può selezionare gli eletti e preferire quelli che, prescindendo dalle loro contrapposizioni prettamente politiche, avranno più attivamente soddisfatto con fatti concreti quelle naturali e tutto sommato esmplici richieste, espresse anche dai Suoi lettori, che da sempre l’A.Ri.Bi sostiene e rinnova a vantaggio di tutta la collettività:
si realizzino sempre più estese ed organiche reti di piste ciclabili, logicamente coordinate e rese continue anche nelle relazioni intercomunali e provinciali, dotandole di attraversamenti sicuri e rendendole ben protette e separate dalle sedi stradali percorse dai veicoli a motore;
si favorisca il posteggio delle biciclette e si predispongano nei centri urbani quanto più possibile numerose e ben distribuite rastrelliere di tipo moderno e funzionale, agendo anche in cooperazione con sponsors privati (i costi sono per lo più modesti), a sollievo delle finanze locali;
dove possibile, si provveda ad istituire zone residenziali a traffico calmierato (Zone 30, ZTL, spielstraßen) comunque aperte alle biciclette, nonchè – contemporaneamente – a convertire metodicamente qualche posteggio per autoveicoli a motore: mediamente si possono posteggiare sei/otto biciclette nello spazio occupato da un’automobile di dimensioni normali, molte più ancora se si tratta di SUV od altri ingombranti veicoli „oversize”; le rastrelliere da installarvi consentiranno indubbiamente di depositare quantitativi rilevanti di biciclette, ben legate in modo sicuro ed ordinato in spazî sempre vicini alle destinazioni più frequentate dai cittadini; nessuno, meno che mai i ciclisti, può compiacersi di quello scadimento del decoro urbano o di quell’intralcio ai pedoni, ultimamente entrato nelle particolari attenzioni dell’Amministrazione di Misano, che da sempre è determinato soprattutto dall’uso voluttuario dell’automobile, molto più che da quello, anche ricreativo, della bicicletta;
non sia in generale diminuita, ma anzi potenziata, la tutela di chi si sposta quale utente debole della strada con sensibilità ambientale e secondo consapevolezza civica ed economica: l’uso moderno e pratico della bicicletta è sempre più diffuso e si estende trasversalmente grazie a quanti comprendono che in molti casi tale mezzo costituisce un’insostituibile e molto pratica alternativa ai mezzi motorizzati; tali utenti non sono una „lobby” di idealisti sognatori, ma parte di una numerosa e spontanea, crescente categoria cittadini responsabili ed accomunati dai sani ideali sopra richiamati.
Ci auguriamo che, a Misano come in qualunque altro contesto urbano, la mobilità sostenibile rappresentata dalla bicicletta sia sempre opportunamente favorita con gli appositi e non troppo impegnativi accorgimenti, che preservano per loro natura quella vivibilità e quel decoro degli spazi pubblici ai quali i ciclisti per primi sono ovviamente molto affezionati, essendone i primi, più convinti e meno invadenti fruitori: confidiamo che i responsabili della cosa pubblica adotteranno sollecitamente le necessarie misure e renderanno così superflue le paventate e certamente impopolari reazioni punitive denunziate dalla Vostra inchiesta, preferendo la costruttiva persuasione all’indiscriminata e controproducente repressione dei ciclisti e dei loro eventuali „parcheggi irregolari”, resi purtroppo metodicamente necessari dalla non meno colpevole mancanza delle doverose e necessarie alternative legittime: posteggi ed apposite rastrelliere diffusi e facilmente fruibili.
Con l’occasione porgiamo a Lei, ai Suoi lettori ed a tutti gli Amministratori Pubblici bergamaschi i nostri più cordiali auguri di Buona Pasqua.

A.Ri.Bi.
La Vice Presidente
Claudia Ratti

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Commenti

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  1. Scritto da Narno Pinotti

    Proporrei anche:
    a) in certe vie a senso unico, permettere alle bici (con tanto di segnali stradali) la circolazione a doppio senso;
    b) almeno ad alcuni incroci segnare una linea di stop avanzata per le bici e più arretrata per le auto;
    c) incentivare, anche con norme pubbliche, i ciclisti a “targare” la propria bici con un metodo di identificazione e ad assicurarla contro incidenti e furti (oggi, che io sappia, questo è lasciato a poche e poco note iniziative private).

  2. Scritto da Leonardo Cerri

    Ottimo!

  3. Scritto da Carletto

    Infatti a misano dall’anno scorso ci sono in paese ben 9 rastrelliere per bici che ho contato personalmente e a quanto dicono pare che ne arriveranno altre presto.
    Siccome qui siamo abituati a parlare con chi lavora in comune e non a prendere per oro colato ciò che si scrive per fare polemica, so che stanno già progettando una nuova pista ciclabile e altre sono già in previsione per i prossimi anni che collegheranno il paese con quelli vicini

  4. Scritto da lucignolo

    X carletto :
    Ma che bisogno c’era di fare un ordinanza del genere su tutto il territorio comunale? Se il problema era nella via principale, tra l’altro nei pressi del Comune e dell’ufficio della polizia locale bastava un semplice cartello di divieto per quella via.
    Esagerati !

  5. Scritto da gigi

    piurtroppo la sensibilità pro bici è solo dei cittadini, i politici e amministratori locali sono contrari nei fatti