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Euroflora: 30 aziende bergamasche, tra crisi e speranza

Vavassori, Assofloro, registra un leggero calo nella partecipazione, ma spera nell???Expo. Scarpellini, presidente della sezione florovivaistica di Confagricoltura, dipinge un quadro di criticit??.

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I florovivaisti bergamaschi si presentano all’Euroflora – a Genova dal 21 aprile al 1 maggio – determinati a mostrare tutto il meglio che le aziende orobiche possono offrire: “l’eccellenza del florovivaismo in Lombardia” con le parole di Angelo Vavassori, coordinatore regionale di Assofloro, consorzio che riunisce le associazioni provinciali lombarde del settore: sotto questo nome sono raccolti i due terzi delle imprese orobiche presenti a Euroflora. Vavassori sottolinea come un quarto delle aziende presentate nel loro stand sia di Bergamo e ammette che i numeri totali raggiunti quest’anno – circa trenta comprendendo le imprese esterne a Assofloro – sono leggermente più bassi di quelli degli anni precedenti, ma indica come causa del problema un ricambio generazionale non facile ed i costi espositivi.
Lo stand Assofloro (Padiglione B terreno – BT1) comprende le aziende ‘Arnoldi’ e ‘Eredi Arnoldi Renzo’ di Capriate, ‘Colla Giardini’ ‘Zanchi’ e ‘Scarpellini’ di Alzano Lombardo, ‘Colombi’, ‘Mulino de Frati’ e ‘Agrifoglio’ di Trescore, Cressi di Villongo, ‘Locatelli’ di Ambivere, ‘Locatelli Stefano’ di Scanzo, ‘Morottiflor’ di Martinengo, ‘Fratelli Morotti’ di Sarnico, ‘Plebani’ di Zandobbio, ‘Scarpellini Incaflor’ di Torre de’ Roveri, ‘Vivai Rota’ e ‘Pievani’ di Bergamo, ‘Perletti’ di San Paolo d’Argon. Presenti anche a Euroflora ‘Granulati’ di Zandobbio, ‘Bazar Orientale di Latifa’ di Madone, ‘Floroimport Olanda Sas’ di Bergamo, ‘Nichi Casa Srl’ di Alzano, ‘Panza Pietro’ di Berbenno, ‘Tartuga Srl’ di Sovere, ‘Total Packaging’ di Treviglio – che presenta Vipot, vaso biodegradabile al 100% e realizzato all’85% con un sottoprodotto della raffinazione del cereale – e ‘Ortisgreen’ di Brembate, giovane azienda al suo esordio all’Euroflora con la presentazione della parete e del quadro vegetali ed ecosostenibili. Vavassori promette un allestimento fortemente scenografico: sei pareti vegetali verticali e gigantografie botaniche della pittrice bergamasca Margherita Leoni, rappresentando così un esempio di grande arte floreale che nutre fisicamente e spiritualmente la terra, in consonanza con il tema proposto per l’Expo 2015 di Milano, “Bellezza e qualità del territorio per nutrire e dare energia alla vita”. Proprio all’Expo puntano i florovivaisti riuniti all’Euroflora: Vavassori si augura che “con l’Expo nel mirino, la ripresa sia davvero vicina”.
Non così ottimista è invece Lorenzo Scarpellini, titolare dell’omonima azienda di Alzano, presidente della sezione florovivaistica di Confagricoltura di Bergamo e membro della Giuria Internazionale di Euroflora. Secondo Scarpellini “la crisi nel nostro settore non è affatto conclusa”, con il comparto “che in Bergamasca continua ad essere in sofferenza”. Scarpellini elenca poi le radici di questa situazione così negativa: “Le oltre 300 imprese orobiche del settore soffrono, sul fronte pubblico, della cronica mancanza di fondi dei Comuni, che ormai appaltano sempre meno lavori. Siamo poi gravati da un’accisa sul gasolio usato per riscaldare le serre, che comporta un serio rischio chiusura per molte realtà medio-piccole, con possibili ripercussioni sull’occupazione complessiva. Inoltre, con la crisi si è accentuato il fenomeno del lavoro nero, con una competitività ‘drogata’ e seri problemi di sicurezza. Occorre intervenire con tutti i mezzi per tutelare l’intera filiera”. Scarpellini condivide con Vavassori la visione dell’Expo come grande opportunità per una rinascita, ma puntualizza che “dipenderà dagli appalti”.
 

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Commenti

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  1. Scritto da rti

    Le ventenni si rifanno per diventare quarantenni
    Le ragazze ricorrono al chirurgo plastico per invecchiare ed avere così un aspetto più maturo.

    Commento: “Che imbecilli!”

  2. Scritto da marilena

    evidentemente il commento 1 non riguarda questo articolo. Per quanto riguarda la crisi del florivivaismo, basta vedere le aiuole e gli spazi verdi dei nostri comuni per rendersi conto dei tagli che sono stati fatti: incuria, rami secchi, alberi non potati e pochissimi fiori di stagione messi a dimora Da modesta conoscitrice e amante dei fiori, mi permetto di segnalare la differenza di prezzi al pubblico fra un negozio e l’altro. Es: la stessa piantina a 5 euro, 10 euro, 19 euro!