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“L’anima di vostro figlio è presente nel corpo”

Le anticipazioni dell'Osservatore Romano della puntata di "A sua Immagine", nel corso della quale il Pontefice Benedetto XVI ha risposto alla domanda della signora Grillo di Busto Arsizio

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Il Papa ha risposto alla famiglia Grillo di Busto Arsizio che aveva chiesto un aiuto al Pontefice per avere notizie dell’animo del figlio in stato vegetativo. Benedetto XVI ha risposto davanti alle telecamere della trasmissione “A sua immagine”, che andrà in onda venerdì 22 aprile alle 14.30. Le anticipazioni dell’Osservatore Romano riferiscono che Joseph Ratzinger ha detto che «anche per chi è in stato vegetativo l’anima è ancora presente nel corpo, e i familiari che assistono queste persone – capaci di sentire in profondità tale presenza di amore compiono un grande servizio all’umanità». Lo ha affermato Benedetto XVI rispondendo alla domanda di una mamma il cui figlio quarantenne Francesco, ammalatosi nel ’93 di sclerosi multipla, vive da due anni in coma vegetativo. La donna, Maria Teresa, di Busto Arsizio, chiede al Papa se l’anima del figlio «ha abbandonato il suo corpo, visto che lui non è più cosciente, o è ancora vicino a lui». «Certamente – dice il Papa nella risposta anticipata oggi dall’Osservatore Romano – l’anima è ancora presente nel corpo. La situazione, forse, è come quella di una chitarra le cui corde sono spezzate, così non si possono suonare. Così anche lo strumento del corpo è fragile, è vulnerabile, e l’anima non può suonare, per così dire, ma rimane presente». «Io sono anche sicuro che quest’anima nascosta sente in profondità il vostro amore – prosegue -, anche se non capisce i dettagli, le parole, eccetera; ma la presenza di un amore la sente». «E perciò questa vostra presenza, cari genitori, cara mamma, accanto a lui, ore ed ore ogni giorno – aggiunge il Pontefice -, è un atto di amore di grande va lore, perchè questa presenza entra nella profondità di quest’anima nascosta e il vostro atto è, quindi, anche una testimonianza di fede in Dio, di fede nell’uomo, di fede, diciamo di impegno per la vita, di rispetto per la vita umana, anche nelle situazioni più tristi. Quindi vi incoraggio a continuare, a sapere che fate un grande servizio all’umanità con questo segno di fiducia, con questo segno di rispetto della vita, con questo amore per un corpo lacerato, un’anima sofferente». È una «prima volta» assoluta quella di un Papa che risponde in tv alle domande della gente comune.

Il primo dei sette temi (all’inizio dovevano essere tre) selezionati dalla redazione del programma, condotto da Rosario Carello, giunge dal Giappone flagellato dal terremoto e dallo tsunami, oltre che dalla catastrofe nucleare. La pone una bambina di sette anni, Elena, che ha visto morire e soffrire tanti suoi compagni. Al Papa – «che parla con Dio» – chiede conto del dolore dei bambini. La seconda domanda è quella di Maria Teresa, sul figlio in coma vegetativo. La terza è formulata da una donna musulmana che vive in Costa d’Avorio, il Paese africano sconvolto dalla guerra civile, e chiede al Papa di aiutarla a conoscere il Gesù della pace. Un’occasione, questa, anche per tornare sul rapporto e sul dialogo tra le religioni. Non a caso, quindi, la scelta per la successiva domanda a Benedetto XVI è caduta su quella di sette giovani studenti iracheni di Baghdad, che ogni giorno, per il solo fatto di essere cristiani, rischiano la vita. Le altre tre domande riguardano più da vicino il mistero della Pasqua. In particolare, una di quelle giunte da telespettatori italiani propone la difficoltà dell’uomo moderno nel comprendere sino in fondo il mistero della risurrezione. Per chiudere non poteva mancare una domanda sul Venerdì Santo, vissuto da Maria ai piedi della croce.

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