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“Piangeva al lutto di mio padre Ma intanto non ci dava i suoi soldi”

Il racconto di Cristiana Denti. Il padre, malato di cancro, aveva chiesto al suo promotore finanziario, di trasferire gli investimenti ai figli.

Sceglie di parlare di quanto è accaduto a lei e ai suoi familiari, prima di tutto a suo padre, che in punto di morte aveva chiesto al suo promotore finanziario di fiducia di "non lasciare questioni in sospeso con i risparmi"e di fare in modo che tutto venisse "passato correttamente ai suoi figli". Cristiana Denti, di Bergamo, è nello studio legale del suo avvocato, Giorgio Rossi, e parla del legame, anzi del legame ormai interrotto, tra la sua famiglia e l’ex promotore finanziario di Mediolanum Antonio Valenti (ad oggi non ancora sospeso dalla Consob, ma non più operativo per l’istituto di credito).
“Mio padre Andrea aveva affidato i suoi risparmi al promotore finanziario che prima ancora di essere tale era un amico, un conoscente, un uomo di fiducia – racconta Cristiana Denti -. Corrispondeva pienamente alla figura del Family Banker che viene utilizzata da tempo da Mediolanum. La banca a casa di mio padre. Era proprio così. Lo conosceva fin dagli anni ’90”.
Andrea Denti, che a più riprese e con più assegni aveva affidato i suoi risparmi al promotore, si è ammalato all’inizio del 2010. “Aveva un cancro – racconta la figlia -. In quel momento ha subito chiesto al Valenti di sistemare tutto, che a marzo gli risponde tranquillizzandolo, dicendo che è tutto a posto, mostrandogli alcuni documenti targati Mediolanum, alcune fotocopie. E’ passato del tempo, da allora, con molti inviti alla calma e alla tranquillità, ma senza un risultato concreto. Finchè mio padre, che da tempo insisteva con il promotore finanziario, è morto, il 4 ottobre del 2010”.
La famiglia Denti non si è quindi inventata nulla dopo la scomparsa del papà. Tutto era stato richiesto prima, quando è arrivata la notizia della tragica malattia. “Ed è arrivato il giorno del lutto, quando il promotore finanziario arrivò da amico, a casa nostra, chinandosi sulla bara di mio papà, con una certa commozione – prosegue Cristiana -. In quei giorni tristi mi sono venuti i primi sospetti. Il promotore era stato preavvisato, gli era stato chiesto in largo anticipo di sistemare tutto. Ma si è limitato a spiegarmi, anche in quella fase, che non era facile sbloccarli e “farli saltare fuori”.
Pochi giorni dopo la famiglia decide di andare a fondo. Antonio Valenti convoca il marito di Cristiana Denti in un ufficio Mediolanum di via Stoppani, fuori dagli orari di lavoro. “Ha ammesso di aver distolto investimenti, dopo aver tentato di darci un’altra versione dei fatti. Subito dopo ci ha chiesto di non chiamare la banca, di “non rovinarlo”. Pochi giorni dopo ci ha chiesto di attendere, perché ci conveniva aspettare che lui sistemasse tutto. Ma così non è stato. E ci siamo rivolti all’avvocato Rossi”.
Da quel momento i legali e Cristiana Denti hanno recuperato una serie rendiconti che venivano consegnati dal promotore finanziario al padre. I risparmi consegnati si aggirano attorno ai 100 mila euro, anche se la cifra va ancora precisata al meglio. E il promotore è stato querelato. Lui stesso, di suo pugno, il 15 dicembre ha scritto una lettera di poche righe, a mano, alla famiglia Denti, nella quale afferma di voler restituire quanto indicato nei rendiconti consegnati al signor Denti.
L’avvocato Rossi ha anche scritto a ripetizione a Banca Mediolanum. Ha incontrato anche alcuni dirigenti della Banca, insieme a Cristiana Denti. “Sono amareggiata per un rapporto di fiducia che è stato completamente tradito da Antonio Valenti – aggiunge la figlia di Andrea Denti -. Amareggiata dal fatto che, dopo tutta questa vicenda, la banca non è venuta a casa nostra, ma ci ha chiesto un incontro nella sede di Basilio (Milano 3), al termine del quale ci è stato anche richiesto di firmare un verbale di ciò che avevamo detto. Vorrei che queste notizie e queste testimonianze avessero effetto, servissero per sensibilizzare più persone, per evitare determinati rischi”.

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