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Fattorini, 50 anni di sedie e un consiglio: ragazzi sognate

Il mobilificio Fattorini si appresta a festeggiare il mezzo secolo di attivit??. A fondarlo ?? stato Alberto Fattorini, oggi settantenne: la sedia ?? il logo dell'aziena e ancora oggi in catalogo ne conta 800.

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Mentre a Milano sta per chiudere il Salone del Mobile, a Gazzaniga il mobilificio Fattorini si appresta a festeggiare il mezzo secolo di attività. A fondarlo, nel giugno del 1961, è stato Alberto Fattorini, oggi settantenne. «Sono l’ultimo di sette figli, tre femmine e quattro maschi – racconta Fattorini – mio nonno Giovanni da Urago d’Oglio venne a Gazzaniga in piazza di Rova per aprire una segheria. Un’attività che proseguì con mio padre e con altri miei tre fratelli: Gabriele, Giovanni ed Alfredo. Io a vent’anni, invece, ho deciso di mettermi in proprio costruendo e vendendo sedie in ferro».
Mentre passeggia nell’esposizione di mobili, Fattorini rammenta «che questo era un capannone prefabbricato agricolo, sono stato io un po’ alla volta a trasformarlo. Da una parte avevo l’officina per la costruzione di sedie e dall’altra l’esposizione per la vendita. Poi ho iniziato a introdurre la falegnameria ed è venuto l’arredamento e le sedie ».
E qui c’è una storia nella storia. La sedia è il logo dell’azienda, ancora oggi in catalogo ce ne sono circa 800. Fattorini le ha vendute in tutta Italia e anche all’estero. Ne ha create pure qualcuna «ma non gli ho mai dato dei nomi, come fanno oggi i designer – sottolinea –. A me bastavano i numeri, la uno, la due… la cinque era davvero bella». Attraversare il mobilificio accompagnati da Alberto Fattorini è come attraversare la storia osservandola con una prospettiva diversa, quella del lavoro duro, di un’economia che non conosce contraccolpi o arresti, di un’azienda che è anche famiglia. «All’inizio le sedie venivano ricoperte una ad una con della carta crespa marrone – ricorda Fattorini –. Per ogni sedia le mie dipendenti impiegavano meno di un minuto: erano bravissime. C’era una signora che impagliava le sedute, me ne realizzava anche cento in quindici giorni: una cosa incredibile!». Le soddisfazioni di una carriera lavorativa non sembrano mancare nemmeno oggi. «Anche se adesso mi dà molta soddisfazione quando convinco un cliente a fare una cucina come l’ho in testa io – afferma Fattorini –. Come un sarto che sa cosa può stare alla perfezione a chi gli richiede un abito, così io sono contento quando si affidano alla mia esperienza. E alla fine tornano a ringraziarmi: è una bella soddisfazione».
Oggi la Fattorini ha otto dipendenti, ad affiancare il fondatore ci sono i figli Fabio, ragioniere, che segue la parte contabile e commerciale e Marco, 26 anni, architetto, che cura la progettazione degli arredi dalla cucina di casa all’ufficio, dal bar agli alberghi.
«Anche se oggi per un giovane è più dura, difficilmente potrebbe mettersi in proprio come feci io a vent’anni – osserva Fattorini –. Però il consiglio che mi posso permettere di dare è di alimentare la fantasia, di gettarsi a capofitto nei propri sogni: alla fine ci si sveglia che qualcosa è stato realizzato e fa piacere».
 

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