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Il comitato: si pu?? dire no alla discarica dopo la cava

Raccolte pi?? di cinque mila firme contro la trasformazione di un futuro punto estrattivo in "raccoglitore" di rifiuti. "In troppi danno per scontata la discarica".

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Gentile Redazione,

a seguito dell’intervento di Fabrizio Sala (vicesindaco del Comune di Telgate) da voi pubblicato in data 11.04.2011, il Comitato "No alla discarica di Telgate" intende formulare alcune osservazioni, alla luce del fatto che noi promotori siamo stati chiamati in causa.
Diamo atto al vicesindaco che la ricostruzione cronologica dei fatti non può essere contestata; l’iter amministrativo e procedurale è stato quello citato.
Tuttavia non comprendiamo il perché opporsi ora sia "strumentale". Come tale definizione possa essere confusa con la viva preoccupazione dei cittadini che si mettono in gioco su un tema di interesse generale; non è la prima volta nè sarà l’ultima, soprattutto quando essi non trovano risposte. 
Il nostro è un comitato nato in modo spontaneo dopo che, da ottobre ( 2010 ) in poi, è cominciata a circolare la notizia di una possibile discarica ai confini di Telgate, Palazzolo e Palosco
Chiediamo scusa per il ritardo, ma nessuno ci aveva messo al corrente.
Ora, di fronte alle dimensioni dell’ambito estrattivo ( più di 160.000 mq di estensione ) ed alle 135 tipologie di rifiuti previste (qualcuno ne vuole finalmente parlare?), la gente si è mossa e lo ha fatto da sola, senza che alcun gruppo politico la sobillasse.
Nessuno ci ha strumentalizzato, lo ribadiamo con forza: è la paura di avere una discarica di queste dimensioni e destinata peraltro ad accogliere certi tipi di rifiuti a pochi metri ( sì, perchè per qualcuno sarà veramente così ! ) o a poche centinaia di metri dalle proprie case. Gli stessi centri abitati dei tre paesi sono prossimi alla discarica, distando circa ad un chilometro dall’opera. 
Ad oggi abbiamo già raccolto più di 5.000 firme, adesioni che non sono nè di destra nè di sinistra, non sono nè delle maggioranze nè delle opposizioni, sono della gente che non vuole una discarica fuori casa: sono della gente a cui non era stato detto nulla! 
Non vogliamo entrare nel merito dei procedimenti amministrativi e legali ( lo faranno per noi persone preposte ), tuttavia riteniamo giusto chiedere fin d’ora: perchè si continua a parlare di cava e discarica come se si trattasse di un unico tema? Perché affermare che è un diritto acquisito riempire la cava di rifiuti inerti di 135 tipologie diverse?
Se è vero infatti che l’iter autorizzativo dalla cava è in fase avanzata, non è invece assodato che il recupero della stessa debba essere fatto come richiesto dal cavatore.
Poi, siamo certi che l’area deputata alla cava abbia qualità per avere questa destinazione d’uso ? Come si garantisce che scavando fino a 20 metri di profondità non vi siano criticità per la falda? Chi ha verificato se la veicolazione di 200 autocarri al giorno non rappresenti un problema di viabilità?
Domande preoccupanti.
Troviamo inutile a questo punto sostenere che la colpa sia da individuare nell’amministrazione precedente o in quelle dei paesi confinanti che avrebbero esitato. Le persone che abbiamo incontrato in questa settimane ci hanno chiesto: dov’erano gli amministratori locali, di destra e di sinistra, di maggioranza e di opposizione, quando il progetto di escavazione era nelle fasi iniziali? Perchè si devono attendere i comitati dei cittadini per sollevare il problema?
Ecco la ragione della nascita del nostro Comitato e delle iniziative che stiamo organizzando.
Un’ultima osservazione: il vicesindaco si dice rammaricato che il Comitato " No alla discarica di Telgate" non abbia scelto l’amministrazione del Comune di Telgate " quale interlocutore privilegiato per condividere un proficuo percorso comune". Premesso che non riteniamo nessun interlocutore " privilegiato", dal momemto che abbiamo bisogno del confronto e del sostegno di tutte la amministrazioni, delle forze politiche, del mondo associativo e dei cittadini, ricordiamo, senza polemizzare, al vicesindaco Sala che in data 31 marzo 2011, il Comitato ha trasmesso una mail al medesimo ed al Sindaco di Telgate in cui si chiede aiuto e la possibilità di aprire un tavolo di confronto. Invito che anche in questa occasione inoltriamo.
Ad oggi, siamo spiacenti, non è pervenuta nessuna risposta, ma auspichiamo che questo contraddittorio sia di spunto a nuove importanti sinergie tra chi governa il territorio e la comunità locale, a partire da un tavolo comune.

Cordialmente,

Giancarlo Brignoli (portavoce) ed i promotori Comitato " No alla discarica di Telgate " 

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