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Elkassim, marocchino di Bergamo prelevato dalla Cia: ?? stato graziato

Fuori dal carcere in marocco Abou Elkassim Britel, prelevato a Islamabad nel 2002 dal servizio segreto americano. In Italia completamente scagionato, in Marocco tenuto in carcere per otto anni.

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Il cittadino italiano di origine marocchina, con residenza a Bergamo, Abou Elkassim Britel, è stato rilasciato dal carcere del Marocco dove era rinchiuso dal 2002. E’ quanto comunica l’ex deputato di Rifondazione comunista Ezio Locatelli, che si era occupato da vicino del caso, promuovendo la richiesta di grazia al sovrano del Marocco Mohammed VI.
Abou Elkassim Britel, più semplicemente Kassim, viveva a Bergamo e  per lavoro si spostava spesso anche in Pakistan e Afghanistan. A maggio del 2002 fu l’obiettivo di un’operazione della Cia, una extraordinary rendition, durante la quale fu prelevato a Islamabad e trasportato in gran segreto a Rabat, capitale del Marocco. Da quel momento iniziò un calvario terminato solo in questi giorni con la grazia: un primo periodo di detenzione illegale, con il rilascio in pessime condizioni fisiche. Poi un successivo arresto a Melilla, enclave spagnola in marocco, quindi un processo affrettato che lo condannò a 15 anni di prigione, nel 2003. Ma la magistratura italiana aveva indagato su Kassim, scagionandolo da qualsiasi tipo d’accusa di associazione sovversiva, non ravvisando alcun elemento di colpevolezza già in fase di indagini preliminari.
Anche l’allora sindaco di Bergamo Roberto Bruni, oltre al deputato di Rifondazione Ezio Locatelli, ne aveva chiesto la grazia, mentre la moglie di Kassim, la bergamasca Khadija Pighizzini, promuoveva la sua battaglia per la liberazione (www.giustiziaperkassim.net/). Ora è arrivata la grazia, comunica Ezio Locatelli. “E’ stato finalmente rilasciato – dice l’attuale segretario provinciale ed ex deputato di Rifondazione comunista -. Kassim Britel fu rapito illegalmente e sottoposto ad un processo farsa in Marocco. Ed era risultato del tutto estraneo a qualsiasi ipotesi di associazione sovversiva in Italia. Nel 2007 e nel 2008, nella mia qualità di parlamentare a capo di due successive delegazioni parlamentari, ho potuto incontrare Elkassim Britel nel carcere di Casablanca raccogliendo direttamente la testimonianza dei soprusi e delle violenze subite a seguito del rapimento operato dai servizi segreti statunitensi. Il mio auspicio è che dopo una esperienza allucinante patita al di fuori da qualsiasi parvenza di legalità e di rispetto dei diritti umani, Elkassim Britel possa tornare al più presto agli affetti familiari e a riprendere il corso di una vita normale”.

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