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Arrivati a Varese i primi profughi tunisini

Giunti in Lombardia 99 rifugiati che hanno trovato sistemazione nelle strutture della Caritas. Si tratta di uomini arrivati in Italia nelle settimane scorse

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Sono arrivati a Varese dodici profughi nordafricani. Fanno parte del primo gruppo di rifugiati giunti in Lombardia. Come stabilito la settimana scorsa, sono stati distribuiti in più province lombarde e affidati alla Caritas. Si tratta di maschi, tunisini, sbarcati nelle scorse settimane sulle coste italiane.

Secondo l’accordo stabilito in Prefettura ieri a Milano, 99 saranno ospitati nelle strutture  delle Caritas lombarde o alle Caritas collegate. In particolare le accoglienze saranno cosi  distribuite: 25 a Bergamo, 7 a Brescia, 15 a Como, 30 a Cremona, 10 a Pavia, 12 , come dicevamo, a Varese.

Gli ospiti sono arrivati nel primo pomeriggio dopo essere giunti a Bresso da dove la  Croce Rossa e la Protezione civile provvederanno a smistarli sul territorio regionale.

Tutti i migranti hanno ricevuto o riceveranno il permesso di soggiorno temporaneo per  motivi umanitari che dà loro diritto a rimanere regolarmente nel nostro Paese per almeno 6  mesi. A loro sarà garantito vitto e alloggio e accompagnamento sociale grazie alle risorse economiche stabilite nel quadro di un accordo con le istituzioni.

I migranti giunti a Varese sono stati sistemati negli alloggi a disposizione di Caritas in città. Saranno  liberi di entrare e uscire dai centri nei limiti dei regolamenti delle strutture di accoglienza tutte custodite anche di notte da operatori sociali. «Permesso di soggiorno e accoglienza diffusa sono stati i requisiti chiesti da Caritas sin  dall’inizio per affrontare l’emergenza degli sbarchi di questi mesi. Questi principi sono alla base del piano di intervento deciso in Prefettura ieri a Milano Per questo siamo stati ben  lieti di offrire la nostra piena collaborazione alle istituzioni –    ha dichiarato don Roberto  Davanzo, delegato regionale delle Caritas Lombarde -. Ora affinché questa accoglienza  sia la più dignitosa e civile possibile occorre che anche le comunità locali e in particolare le  comunità ecclesiali facciano la loro parte, secondo quello spirito che ci è stato ricordato  anche recentemente dai vescovi lombardi. Sono certo che le parrocchie, i gruppi di  volontariato cattolico non faranno venire meno il loro sostegno».

Questa prima tranche di arrivi non ha esaurito la disponibilità immediata delle Caritas della  Lombardia che hanno offerto sin dall’inizio 180 posti in strutture già predisposte  all’accoglienza: in genere dormitori per senza dimora, centri per richiedenti asilo, luoghi di ospitalità per persone gravemente emarginate. Le Caritas diocesane non faranno venire meno il loro contributo qualora se ne presentasse la necessità anche nelle prossime  settimane in occasione di nuovi arrivi.

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