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Il miglior business degli arredatori? Il divorzio

Lo dice una analisi della Camera di Commercio di Monza e Brianza, che evidenzia come il “mercato” dell’arredamento per single di ritorno e nuove unioni valga circa il 10% del totale della spesa

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il divorzioChi acquista la prima casa, chi si trasferisce e chi si separa fa lievitare il giro d’affari delle imprese italiane dell’arredamento: il settore beneficia all’anno di circa 2,5 miliardi di Euro tra nuove unioni e traslochi. Anche se i matrimoni diminuiscono e i trentenni tardano a lasciare la casa di mamma’ (complessivamente i “giovani” rappresentano circa il 20% degli acquirenti del settore), sono divorzi e separazioni a diventare il vero business per gli arredatori, dal momento che le rotture coniugali, con relativi traslochi, non conoscono crisi. E così i separati contribuiscono ad incrementare il giro d’affari del settore: il “mercato” dell’arredamento delle case dei single di ritorno e delle “nuove” unioni vale circa il 10% del totale della spesa, con 270 milioni di Euro in più rispetto a 10 anni fa.

In Lombardia nuove unioni e traslochi “valgono” oltre 500 milioni di Euro all’anno:  in particolare il “mercato” dell’arredamento delle case dei single di ritorno e delle “nuove” unioni derivate da separazioni e divorzi ha portato 40 milioni di Euro in più rispetto a dieci anni fa. E’ quanto emerge da stime ed elaborazioni dell’Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Registro Imprese, Istat, Confartigianato.

Il giro d’affari complessivo delle imprese lombarde attive nell’industria del legno e della fabbricazione di mobili è stimato in quasi 8 miliardi di Euro, tra mercato interno ed estero, di cui circa 1,7 miliardi di euro per le imprese di Monza e Brianza, e quasi 1,2 miliardi di Euro per Milano e oltre 1,1 miliardi per Como. E’ quanto emerge da stime ed elaborazioni dell’Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Registro Imprese e Istat.

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