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“I se möv”, prima nazionale al teatro Sociale

All’interno della programmazione de “La casa delle Arti”, sabato 30 aprile alle 21 al Teatro Socialein Città alta va in scena “I se möv – il cinematografo arriva a Bergamo”.

All’interno della programmazione de “La casa delle Arti”, sabato 30 aprile alle 21 al Teatro Sociale in Città alta va in scena “I se möv – il cinematografo arriva a Bergamo”, spettacolo teatrale in prima nazionale della compagnia del cittadino Teatro Prova. "E’ uno spettacolo promosso e sostenuto dall’assessorato provinciale alla Cultura nell’ambito del progetto "La culla della tradizione”– spiega il regista Stefano Mecca – con l’obbiettivo di promuovere la cultura, la lingua bergamasca e la storia della città.Abbiamo affrontato il lavoro come una sfida: fare teatro di qualità in lingua bergamasca».La storia è firmata dallo stesso regista, già noto per altri lavori come “Karamazov” dal romanzo di Dostoevskij; “Finale di partita” di Beckett e il testo originale “Io sono la tua pazzia – Luigi Pirandello incontra Mattia Pascal”,di cui è stato autore e regista.«“I se möv” è una drammaturgia mia originale – continua Mecca –sviluppata lavorando con gli attori, così come la regia: è il risultato di tante creatività che hanno lavorato in accordo". L’idea della storia nasce "dalla volontà di non raccontare una Bergamo consueta, cioè contadina – prosegue -, ma cercavo qualcosa di nuovo". Bergamo e una famiglia bergamasca dell’alta borghesia a cavallo del secolo alle prese con il cinematografo: "Ho incontrato il critico e storicobergamasco Ermanno Comuzio e ho potuto leggere una serie di suoi articoli sull’impatto che ha avuto l’arrivo del Cinematografo-Lumière a Bergamo – spiega -. Dalle informazioni ricavate ho inventato le vicende della famiglia Avogadri». Composta da: Luigi (interpretato da Marco Menghini), giovane affascinato dal nuovo mezzo; papà Anselmo (Enrico Nicoli), legato al secolo morente che vede con scetticismo questa innovazione; nonno Luigi (Max Brembilla), che appoggia l’entusiasmo del nipote e mamma Margherita (Francesca Poliani), che si lascia coinvolgere dall’iniziativa del figlio di realizzare un film. "La nostra storia va dal 1895 al 1900, nel pieno della seconda rivoluzione industriale, periodo di grandissimo fermento culturale". L’intento è di "raccontare la vita di una Bergamo d’altri tempi che tuttavia abbia analogie con l’attuale. In quegli anni le innovazioni della scienza e della tecnica hanno rivoluzionato la vita quotidiana: la macchina da scrivere, l’automobile, la motocicletta, l’elettricità, il telefono, la radio e anche il cinematografo,sia come arte sia come rivoluzione scientifica. Anche oggi la nostra vita ha subìto una rivoluzione: il progresso tecnologico ha portato cellulari, computer,internet e molto altro. Sono due periodi storici in cui il tempo appare accelerato, tutto accade (e accadeva) in fretta". “I se möv”, infatti non è solo il titolo e la battuta più ripetuta da tutti i personaggi, ma rappresenta anche "il mondo intero che aveva fame di novità e nel quale tutto si muoveva con maggiore velocità". Un atto unico di circa 100 minuti in lingua bergamasca: "E’ il primo spettacolo interamente in bergamasco per il Teatro Prova. L’unica parte in italiano saràun breve monologo alla fine perché ci sembrava più efficace così in quel momento". Consulenza linguistica curata da Umberto Zanetti e quella musicale da Anna Zevolli. Biglietti: 10/8 euro. Prevendita alla biglietteria del Teatro Donizetti o www.vivaticket.it. Info: 035.4160601-602-603 o www.teatrodonizetti.it.

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