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Voglia di etica nella finanza: convegno a Bergamo

Seminario oggi attorno alla voglia di etica nella finanza e al valore aggiunto delle relazioni promosso da Università e Gruppo di Impegno dei soci orobici di Banca Etica.

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Quali cambiamenti ha portato nel mondo della finanza la crisi del 2008? L’attuale situazione di “crisi” ha influito sulla gestione dei risparmi da parte cittadini? Si sono spostate le scelte, sono cambiati i comportamenti? In particolare, il “risparmio critico” è aumentato negli ultimi anni allo stesso ritmo di crescita del “consumo critico”?
Le banche sono strutture presenti sul territorio che giocano un ruolo nelle più generali dinamiche dello sviluppo, nella politica locale, nei progetti delle famiglie. Un ruolo importante che viene riconosciuto dalla società. Allo stesso tempo, in un’epoca segnata da crisi e incertezza rispetto al futuro, i cittadini si dimostrano progressivamente più esigenti nei confronti del mondo bancario. Ad una estesa fascia che chiede spazio per l’etica nel mercato si affiancano oggi in misura crescente gruppi sociali che adottano stabilmente nel loro stile di consumo, e quindi anche nelle scelte circa l’uso (e l’investimento) del denaro, considerazioni che vanno oltre la dimensione strumentale.
Da una recente indagine curata da Demos&Pi per Banca Etica su un campione rappresentativo della popolazione italiana – i cui principali dati faranno da sfondo al seminario – è emerso con chiarezza come siano in crescita la voglia di etica e il desiderio dei cittadini di potersi affidare ad istituti di credito che sappiano garantire attenzione non solo ai profitti, ma anche alla sostenibilità ambientale e sociale dell’operato loro e delle imprese che finanziano. Allo stesso tempo, cresce e si radica un atteggiamento ambivalente degli italiani nei confronti della banche: se il 68% le ritiene importanti per lo sviluppo del Paese, ben il 65% afferma che “quelle oneste sono davvero poche”.
È in questo contesto che istituti di credito “alternativi” – come Banca Etica e le Banche di Credito Cooperativo, entrambe esperienze che fanno della relazione diretta “tra chi presta e chi prende” il proprio valore aggiunto – assumono (o riassumono) un ruolo importante nel riattivare un circolo virtuoso capace di rigenerare “fiducia”.
Attorno alla voglia di etica nella finanza e al valore aggiunto delle relazioni, l’Università di Bergamo e il Gruppo di Impegno Territoriale dei soci di Bergamo di Banca Etica hanno organizzato un seminario giovedì 14 aprile alle ore 15,30 alle 19 presso la Sala Galeotti, in via dei Caniana, Facoltà di Economia dell’Università di Bergamo.
Si confronteranno: Luigi Ceccarini , docente di Sociologia politica presso l’Università di Urbino e curatore della ricerca Demos&PI “Voglia di etica. Cittadini, banche e finanza in tempi di incertezza”, Ugo Biggeri, presidente di Banca Etica, Damiana Bussini, Responsabile dell’Ufficio soci e Mutualità della BCC di Treviglio e i docenti dell’Università di Bergamo: Laura Viganò, preside della Facoltà di Economia, Mario Masini, professore ordinario di Economia degli intermediari finanziari, Francesca Forno, docente di Sociologia dei Consumi e Silvana Signori, docente di Etica d’Impresa e bilancio sociale. A coordinare i lavori sarà Dario Guerini del Gruppo di Impegno Territoriale dei soci di Bergamo di Banca Etica.

In serata, dibattito con Fabio Salviato
La giornata proseguirà con un incontro meno “tecnico” e aperto a tutti, all’Auditorium di piazza della Libertà con inizio alle 21, in cui il vicedirettore dell’Eco di Bergamo Franco Cattaneo intervisterà Fabio Salviato, anima storica di Banca Etica, suo presidente fino ad un anno fa e da pochi giorni presidente della Federazione Banche etiche europee, intorno al suo libro “Ho sognato una banca”. Aprirà la serata il saluto del sindaco di Bergamo Franco Tentorio. Si chiuderà con il cabaret di Fabrizio Canciani e Stefano Covri. L’ingresso è libero.
 

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Commenti

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  1. Scritto da bergamo

    è inutile chiedere etica alle imprese. Le imprese hanno lo scopo di fare soldi. E va bene così.
    Spetta alla società attraverso i suoi rappresentanti in Parlamento imporre alle imprese limiti affinchè perseguano fini sociali.
    Il problema è questo: che in Italia, come altrove, lo stato non fa la sua parte. Il parlamento è al soldo dei soliti, in primis di Berlusconi, e poi di chi può offrire prebende e favori, e cioè dei ricchi, i quali dell’etica si fanno un baffo, solo finanziano convegni.

  2. Scritto da Aristide

    Finanza etica? Banca etica? A me sembra un ossimòro (pronuncare preferibilmente con l’accento sulla “o”).