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Rivolta dei ristoratori contro i buoni pasto

Si ripetono ciclicamente le critiche degli esercenti al sistema dei buoni pasto. Chi li mette sul mercato incassa commissioni fino al 10%. "Sistema da rivedere".

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Ritornano ciclicamente le critiche dei ristoratori e degli esercenti in generale contro i buoni pasto. "Un sistema ormai insostenibile quello dei ticket" dicono, tanto che qualcuno ha già deciso di non accettare più i buoni pasto. Il sistema sta diventando insostenibile perchè chi emette i ticket pretende commissioni del 10 %, ma anche perchè c’è tutta una serie di prescrizione che ricade proprio sugli esercenti. "A volte si paga per consegnare di persona i buoni" (dopo averli ricevuti al bar, al ristorante, dai clienti, ndr). Ci sono penali fino a 15 mila euro per errori di fatturazione su quegli stessi buoni e bisogna pagare un abbonamento annuale fino a 10 mila euro. Già l’Ascom, più di un mese fa, aveva manifestato "il grave stato di disagio" degli esercizi commerciali. E ora si chiede a gran voce una revisione delle regole e del sistema di pagamento tramite i buoni. Sono più di 500 tra città e provincia i punti vendita che accettano, o dovrebbero accettare, i ticket.

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Commenti

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  1. Scritto da Paolo

    Sono stati alcuni articoli ioè da un po che scrivo del problema dei buoni pasto ai giornali speriamo si arrivi ad una legge che regolamenti questo settore e che siano solo elettronici e non iù cartacei!!!

  2. Scritto da bgdoc

    Le associazioni di categoria invece di protestare organizzino un servizio di gestione ed incassi per i loro iscritti a costo zero così’ da creare massa e poter trattare con le società’ altrimenti i piccoli sono soli a combattere.

  3. Scritto da pm

    Non sarebbe molto più semplice detassare, per le aziende, l’equivalente in contanti dei buoni pasto, in modo che possano dare ai dipendenti la cifra in contanti?
    Che senso hanno questi tagliandi? Servono solamente per creare un giro d’affari su cui lucrare per aziende che non producono nulla di utile, e taglieggiano i ristoratori e i negozianti.
    Visto che esiste l’Euro, mi pare assurdo inventare un altro metodo di pagamento.

  4. Scritto da ?M

    il buono pasto dovrebbe consentire ai lavoratori privi di mense aziendali o fuori sede di “pagarsi” il pranzo, invece oramai da tempo non è più cosi. molti lo usano addirittura x fare la spesa o addirittura utilizzato nei giorni festivi.
    dall’altra parte invece ci sono pure i furbacchioni che il buono lo ritirano ma addebitano al cliente la percentuale di sconto a loro applicata, giudicata illegale!!!
    ci vorrebbe una norma che tuteli entrambe le parti…

  5. Scritto da pm

    Continuo a pensare che sarebbe molto pià semplice se l’azienda desse l’equivalente del buono pasto in contanti – eviterebbe problemi sia al dipendente (che sarebbe libero di farci quello che vuole) che al ristoratore.
    Ma, evidentemente, le aziende che si occupano di buoni pasto hanno santi in paradiso, visto che possono proliferare senza regole e senza motivo di esistere (visto che non forniscono nessun servizio utile).

  6. Scritto da racchi

    D’accordo con pm.
    Ma la risposta, purtroppo, è una : le lobby…

    Vuoi che in parlamento non ci siano esponenti con
    le mani in pasta in questi settori ?