Logo

Temi del giorno:

Elisa e Yara, lunga attesa per i funerali tempi delle indagini contro tempi del dolore

Mai restituiti i resti della Claps, a pi?? di un anno dal ritrovamento. Il corpo di Yara fino a fine maggio all’istituto di medicina legale. Le analisi, fondamentali per le indagini, non sempre hanno i tempi del dolore dei familiari.

Il ritrovamento del cadavere di una figlia: una certezza che irrompe in un dolore straziante, fatto di dubbi e sospetti. La figlia scompare, non si trova più, puoi pensare ma rifiuti di credere che sia morta. Lo temi. Poi ti arriva una visita della polizia e ciò che non avresti mai voluto sentire è realtà: è morta, l’hanno uccisa.
In poco tempo il ritrovamento diventa quasi un triste appiglio in un quadro già pieno di dolore: la certezza di poter avere un posto, una tomba dove piangere tua figlia. I giornali più di un anno fa hanno parlato di un pianto quasi liberatorio della mamma di Elisa Claps di fronte alla notizia del ritrovamento della figlia, 17 anni dopo la scomparsa a pochi passi da casa: nel sottotetto della basilica di Potenza. Le indiscrezioni degli ultimi giorni parlano degli occhi lucidi di Maura Panarese quando chiede al magistrato se e in che tempi potrà dare il suo "saluto" alla figlia, Yara Gambirasio. E’ forte il desiderio di un sepolcro quando una persona cara viene strappata brutalmente, soprattutto quando per mesi si è rimasti sotto i riflettori in attesa di poter sapere.
Invece bisogna aspettare. Ci rattristiamo di fronte alla notizia che il corpo di Yara resterà probabilmente all’istituto di medicina legale di Milano fino alla fine di maggio, per tutto il periodo accordato dal magistrato ai medici legali. Tre mesi prima del funerale. Uno strazio. Sempre che i medici legali il 27 maggio non chiedano una proroga del periodo già concesso dal pubblico ministero. Possono farlo. Come è accaduto in Basilicata. I resti di Elisa Claps, il suo scheletro, sono stati ritrovati il 17 marzo del 2010. Nulla è ancora stato restituito alla famiglia.
Almeno due super perizie nel giro di 13 mesi
, una delle quali dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo, che lavora ora sul cadavere di Yara Gambirasio. Perizie che a qualcosa sono servite, stando alle ultime notizie e al ritrovamento di tracce di Dna del presunto assassino. Si può scoprire la verità, è importante. Ma non sempre le necessità delle indagini sono in grado di rispettare il dolore dei familiari: è un fatto che fa riflettere molti, non una critica a chi indaga e a chi svolge un lavoro delicatissimo su due corpi per i quali mezza Italia chiede verità.

Leggi Anche