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Speroni: «E’ nostro diritto difenderci da un’invasione»

L'eurodeputato bustocco conferma la sua tesi: «Sparare ai barconi ma come avvertimento». E se la Tunisia si opporrà ai rimpatri? «Potremo sparare alle loro truppe, visto che sono armate»

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L’eurodeputato leghista Francesco Speroni conferma al telefono con Varesenews le parole dette a Radio24 questa mattina: «Si, la mia posizione è questa: credo che per fermare i continui sbarchi di tunisini a Lampedusa bisogna usare le armi», poi però precisa «è chiaro che si tratterebbe di spari di avvertimento ma il fine è quello di stoppare il continuo arrivo di queste persone, loro non si fanno molti scrupoli quando un peschereccio italiano invade, senza alcuna certezza poi, le acque territoriali tunisine – e cita due casi – nel 2009 un peschereccio venne sequestrato dalla Guardia Costiera tunisina e nel 1997 un’altra imbarcazione italiana venne mitragliata».

Alla domanda se la sua idea sia compatibile con la carta dei diritti dell’uomo la risposta è sicura: «Non vedo perchè dovrebbe essere una violazione dei diritti dell’uomo – spiega – rientra nel diritto internazionale la difesa dei confini del proprio Stato», certo ma da chi attacca con le armi: «Allora siccome questa è un’invasione senza armi li lasciamo fare?» risponde Speroni con una domanda ma subito dopo snocciola alcuni dati: «La Tunisia si sta avviando alla democrazia – dice – il reddito pro capite dei tunisini è di 8 mila dollari e la densità di popolazione è di 60 abitanti per km quadrato. Da noi la densità è di oltre 200, forse dovremmo essere noi a mandare lì un po’ di gente». Dunque, secondo Speroni, i tunisini non scapperebbero da fame e miseria e non cercherebbero una vita migliore da noi: «Credo solo che stiano approfittando in molti di questo momento di confusione causata dal cambio di regime».

Secondo l’eurodeputato di Busto Arsizio le armi sono, comunque, l’estrema ratio nel caso in cui gli sbarchi continuassero: «Adesso sono 20 mila ma a breve potrebbero essere 200 mila o 2 milioni, cosa facciamo intanto?». Alla domanda se fosse umano rimandare indietro barconi in avaria quali sono spesso quelli che si avvicinano alle coste di Lampedusa Speroni ha la soluzione: «Beh, se un barcone è in avaria li si porta a terra e li si imbarca su navi e aerei  per rispedirli in Tunisia». E se la Tunisia dovesse impedire i rimpatri? «Semplice, usiamo le armi contro le truppe tunisine, almeno a loro potremo sparare visto che sono armati».

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