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La banca aiuta i carabinieri, arrestati due clonatori

Su richiesta dei militari l'istituto di credito ha controllato giorno per giorno eventuali anomalie dello sportello bancomat. I carabinieri si sono appostati, arrestando due persone. Responsabili di ammanchi per 50 mila euro.

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Su richiesta dei carabinieri, dopo le denunce di addebiti ingiustificati sui conti correnti, il personale della banca ha controllato, giorno per giorno, lo sportello bancomat. Fino a quando un’anomalia è saltata fuori, proprio ieri (12 aprile), quando un impiegato ha notato una microtelecamera infilata in modo accurata allo sportello. A quel punto i carabinieri si sono appostati e a tarda sera hanno centrato l’obiettivo: in manette sono finiti due romeni, accusati di truffa aggravata, che passavano dal bancomat per ritirare tutti i codici che avevano carpito con la microtelecamera.
Si tratta di due uomini, B. D. I., di 44 anni e C. C. di 45 anni, considerati i componenti di una banda più ampia e accusati di addebiti impropri sui conti correnti per circa 50 mila euro, tutti effettuati all’estero tramite carte bancomat clonate. Tra febbraio e aprile i carabinieri avevano ricevuto circa 180 denunce per clonazione di bancomat e carte di credito, con ammanchi accertati per circa 50 mila euro. Tutti conti che facevano capo alla banca di Credito cooperativo di Calcio e Covo con sede a Romano di Lombardia, in via Rubini.  A quel punto i carabinieri hanno richiesto al personale della banca di controllare lo sportello ogni mattina, per verificare eventuali anomalie.
La microcamera è spuntata ieri, affiancata anche da un lettore magnetico per leggere le singole bande delle carte utilizzate dai clienti, e da un pannello per nascondere il tutto. E’ iniziato, in mattinata, il lungo appostamento dei carabinieri, durato fino a sera. Fino a quando i due soggetti romeni sono arrivati alla filiale, in modo circospetto, per poi entrare all’interno del box dedicato al prelievo. I militari li aspettavano da ore. Li hanno acciuffati mentre tentavano la fuga, con in tasca tutta l’apparecchiatura utile per produrre finte carte bancomat e iniziare ad effettuare i prelievi. I due arrestati, già con precedenti penali dello stesso tipo, in passato avevano utilizzato parecchi alias. I carabinieri della compagnia di Treviglio hanno espresso soddisfazione, in particolare per la collaborazione con la banca.

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