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Carabiniere si uccise in caserma Si indaga per istigazione al suicidio

Il dramma consumatosi in caserma il 25 novembre 2010 non ?? mai finito in archivio. Spostato dal comando anche un collega e amico di vecchio corso del brigadiere che si ?? tolto la vita.

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Perchè il brigadiere dei carabinieri Pierluigi Gambirasio si è tolto la vita? Aveva detto pochi mesi prima, alla sua compagna, di volerla sposare, e poi invece nel freddo pomeriggio del 25 novembre, nel suo ufficio del comando dell’Arma di Zogno, si è tolto la vita con un colpo sparato dalla pistola d’ordinanza. Perchè? La risposta, secondo il pubblico ministero Letizia Ruggeri che indaga su quella tragedia, potrebbe non stare in una depressione, in motivi puramente personali capaci di portare un carabiniere di lungo corso, da più di vent’anni a Zogno, a compiere il gesto più duro, estremo.
Il pm ha aperto un fascicolo contro ignoti per "istigazione al suicidio". E’ una prassi, solitamente, di fronte al gesto di chi si toglie la vita. Ma la prassi vuole che se non emergono elementi il fascicolo per istigazione viene chiuso. In questo caso, invece, è aperto da più di quattro mesi.
Le indagini si concentrano sul delicato ambiente di lavoro del brigadiere. Un ambiente delicato per l’attività svolta, quello del nucleo investigativo della compagnia dei carabinieri di Zogno, nel quale Pierluigi Gambirasio stava da più di vent’anni. Era uno storico investigatore in servizio a Zogno fin dagli anni ’80, sempre al centro di indagini sul territorio, contro spacciatori di droga e altre forme di criminalità. Un "Serpico" della Val Brembana, qualcuno l’aveva ribattezzato. E indagare sull’ambiente di lavoro non significa concentrarsi solamente sui colleghi, ma anche, naturalmente, sulle indagini svolte dal brigadiere.
Nella prima fase delle indagini su quel suicidio è emersa qualche anomalia, che potrebbe anche non avere rilevanza a fini giudiziari. Ad esempio la dinamica del ritrovamento del cadavere nell’ufficio del brigadiere, a Zogno. Non lo trovarono i colleghi, ma una persona che si trovava in caserma quel giorno per sue conoscenze personali, una persona che nulla c’entra con l’Arma. Anzi, un militare avrebbe dichiarato di aver confuso il colpo di pistola con il rumore fatto da alcuni faldoni che cadevano a terra.
La morte del brigadiere resta un mistero. Non c’entra nulla, a dispetto di qualche voce o pettegolezzo, con la scomparsa di Yara Gambirasio, che non rientrò a casa il 26 novembre, esattamente 24 ore dopo la morte del carabiniere. Nessun collegamento e nessun tipo di parentela con il papà della ragazzina.
"Il fascicolo non è chiuso perchè ci sono alcune circostanze da verificare", commenta brevemente il sostituto procuratore Letizia Ruggeri. I computer di Pierluigi Gambirasio, sia in caserma sia a casa, sono stati sequestrati. Gli uomini della polizia giudiziaria al servizio del pm sono in cerca di dati utili, di elementi che possano far chiarezza. E anche a Zogno qualche scossone c’è stato: dopo anni è stato destinato ad altro incarico il maresciallo che, sempre a fianco del brigadiere, comandava il nucleo operativo.

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