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«Bisognerebbe sparare ai barconi»

Secondo l'eurodeputato di Busto Arsizio la sua idea sarebbe giustificata dal fatto che i pescherecci italiani vengono mitragliati dai tunisini

L’eurodeputato bustocco Francesco Speroni (nella foto al parlamento europeo) non ha tentennamenti e ai microfoni di Radio 24 lancia la sua provocazione in tema di immigrazione dai paesi del nord-Africa: «Siamo invasi dai clandestini, bisogna usare tutte le possibilità, eventualmente anche le armi». Le parole di Speroni, uno dei leghisti della prima ora, già senatore e oggi eurodeputato a Bruxelles, suonano sinistre e invitano al ricorso ad armi da fuoco contro barconi di migranti, spesso con donne e bambini a bordo, disarmati. Secondo il ragionamento del nostro rappresentante in Europa «non si capisce perchè l’Europa può usare le armi nel loro ambiente, in Libia, e in questo caso no».

«Dunque bisognerebbe mitragliare i barconi?», chiede il giornalista di Radio 24 e la risposta è semplice: «Quando i nostri pescherecci vengono mitragliati dalle motovedette tunisine noi possiamo usare lo stesso metodo, non c’è una situazione in Tunisia che giustifichi l’arrivo di profughi». In realtà a mitragliare i pescherecci italiani furono i libici con i quali proprio il governo Berlusconi, di cui fa parte anche la Lega, aveva stretto un patto sul controllo delle coste. Proprio questa mattina mercoledì, all’alba, un vecchio peschereccio con a bordo migranti è finito contro gli scogli, due donne sono morte nel tentativo di raggiungere la riva. Sul natante c’erano anche due donne incinta e diversi bambini. I nostri militari si sono lanciati in mare per salvarli: forse Speroni avrebbe preferito altrimenti.

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