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???Ci sono ancora pregiudizi, ma qualcosa cambia”

Il presidente di Confindustria Lombardia al convegno ???La squadra vince se ?? mista??? sottolinea che ?? necessario valorizzare il merito per far crescere la presenza delle donne in azienda.

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Squadra mista? Certo, ma basata sulla qualità personali più che sul genere. E’ il messaggio di Alberto Barcella, presidente di Confindustria Lombardia a conclusione del convegno organizzato da Confindustria Bergamo sulla valorizzazione del lavoro femminile ed i vantaggi competitivi per le imprese della provincia di Bergamo svoltosi lunedì mattina alla Borsa Merci.
Al centro del convegno la ricerca sulla pratiche di valorizzazione delle donne e di conciliazione tra tempi di vita e lavoro realizzata su un gruppo di imprese bergamasche da Sistemi Formativi Confindustria. “Se vogliamo fare squadra mista – ha detto il presidente di Confindustria Lombardia – l’attenzione va messa sull’individuo, sulla capacità di valorizzare le qualità personali, che prescindono dal genere”.
Alberto Barcella ha però anche riconosciuto che ci sono ancora molti pregiudizi da eliminare, che è in corso un cambiamento culturale inevitabilmente lungo e che leggi e norme sono utili, ma non sufficienti.
Per il presidente di Confindustria Lombardia le aziende sono il luogo ideale per sperimentare in concreto l’attenzione al merito perché “mirano ad un’efficienza il più possibile misurabile, al risultato, sono realmente competitive e evidenziano le qualità personali, al di là del genere”.
Non mancano però anche all’interno delle aziende “resistenze, incrostazioni, ma la logica che presidia l’impresa è favorevole”.
Per il presidente di Confindustria Lombardia, che ha ricordato come all’interno della compagine dei suoi vice-presidenti ci sia la perfetta parità numerica fra uomini e donne, quella della squadra mista è una pratica “estremamente diffusa anche a Bergamo”.
E’ innegabile che la crisi abbia creato non pochi problemi occupazionali anche in Lombardia, ha sottolineato Barcella, come è altrettanto indiscutibile che “il contributo alla crescita della componente lavorativa femminile è fondamentale e con un maggiore crescita si renderebbero disponibili anche maggiori risorse per favorire politiche concrete, dagli asili nido alle azioni per sostenere le famiglie, che non riguardino tanto il mondo del lavoro ma più in generale la società. Le imprese qualcosa hanno fatto, ma non possono da sole risolvere tutti i problemi. Ci sono diverse aziende illuminate che hanno dato vita a progetti molto interessanti, ma non tutte hanno risorse disponibili”.
Il presidente non valuta invece positivamente l’immissione per legge del 30 per cento delle donne nel consigli di amministrazione delle società quotate. “E’ una forzatura – ha sottolineato – che alla lunga non regge. Il problema non sono le quote per legge ma il fatto che in Italia non c’è meritocrazia e le eccellenze sono bloccate, si fa fatica a far emergere il merito e il valore”.
Per Maria Teresa Coppo Gavazzi, consigliera di parità della Regione Lombardia, misure e azioni positive sono invece ancora necessarie, perché “si può guardare al merito solamente quando si parte da una base di uguaglianza. La maternità – ha denunciato – è ancora un buco nero e troppo donne escono per sempre dal mondo del lavoro con la nascita del primo figlio”.
Ha quindi chiesto alle aziende di impegnarsi nell’ambito del piano di conciliazione regionale e di sottoscrivere la carta di attuazione delle pari opportunità.

 

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