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In cerca di poesia molto a est di Trieste

Il coreano "Poetry" richiede un piccolo grande sforzo per comprendere la forza di quello che ci viene detto: l???anelito alla bellezza della vita passa per il desiderio di trovare il coraggio e le parole adatte a descrivere la realt??.

Prima il cinema e poi la pizza. Prima il buio della sala cinematografica e lo sguardo muto rivolto allo schermo eloquente, poi le luci e il chiassoso brusio della pizzeria dove si impastano e sfornano chiacchiere e commenti di ogni tipo, molti scaturiti proprio dal film appena visto. Il rituale di tanti amici italiani, a volte infrasettimanale a volte weekendaro, consente di prendere una pellicola come punto di partenza per riflessioni, più o meno impegnate. Vogliamo chiamarli “appunti di vista”?

POETRY (Corea del Sud, drammatico, 2010) di Lee Chang-dong. Con Yu Junghee, Lee David, Kim Hira, Ahn Naesang
Ammettiamo di temere i film nati “a est di Trieste”, che appartengono cioè a un mondo e a una sensibilità che li rendono noiosi perché incomprensibili. In effetti anche “Poetry” richiede un piccolo grande sforzo per comprendere la forza di quello che ci viene detto: l’anelito alla bellezza della vita passa per il desiderio di trovare il coraggio e le parole adatte a descrivere la realtà.
Ci troviamo di fronte a una storia delicatamente dura, dove c’è azione quando sembra non succeda nulla, c’è musica anche se non viene utilizzata come tradizionale commento alle scene, c’è una sceneggiatura robusta eppure contano i silenzi. Confrontarsi con un linguaggio cinematografico diverso, una società distante dalla nostra e scoprire che etica e estetica trovano un umanissimo punto di incontro nella Poesia. Il film -premiato a Cannes per la migliore sceneggiatura- dice tutto questo in modo… poetico.
E’ la storia di una sessantenne, Mija, che desidera scrivere poesia e si iscrive a un corso per imparare a farlo. L’insegnante fin dalla prima lezione raccomanda di imparare a osservare il mondo con attenzione, anche se può sembrare ordinario come una mela. Raccomanda di assaggiare la mela, di arrivare dentro l’anima delle cose. Mija fa tesoro di queste parole e cerca tenacemente la poesia intorno a lei avendo il coraggio di guardare le cose con onestà. Ma cosa c’è intorno a Mija? Alberi e fiori che a lei piacciono tanto, ma anche un modesto appartamento, un invalido che assiste come badante, un nipote teen ager imbarbarito da tv e video giochi, responsabile di uno stupro collettivo protratto per mesi. La vittima, una ragazzina, si è suicidata; i genitori dei ragazzi cercano di coprire il fatto risarcendo economicamente la famiglia.
Mija si trova coinvolta in questo dramma, incapace di far uscire il nipote dal suo stolido isolamento, preoccupata di trovare il denaro che le viene richiesto. Intanto prosegue il corso di poesia, scopre di avere un principio di Alzheimer, guarda da vicino i luoghi dove ha vissuto la vittima: la scuola e il laboratorio di scienze dove avvenivano gli stupri, la casa ai margini della campagna, il fiume dove è scivolato il cadavere. Recatasi al funerale, si mette in borsa una foto della defunta. Mija osserva bene e alla fine trova il coraggio di fare e dire la cosa giusta. A fine corso Mija è l’unica a svolgere il compito assegnato: mentre le parole di tutti i giorni le sfuggono a poco a poco per la malattia, riesce a trovarne di nuove per scrivere una poesia dedicata alla vittima. E la poesia, come questo film, con naturale candore parla all’anima della vita e delle atrocità che vi si incontrano, insieme ai fiori.

 

Commenti

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  1. Scritto da Peonia

    Bellissimo articolo che,in modo conciso ma profondo e non tedioso,ti fa percepire come la poesia possa essere il tramite tra la sensibilità delle persone (la protagonista ) e la cruda realtà che ci circonda.

  2. Scritto da Nico

    Commento vellutato e melanconico. Cercherò la conferma delle sensazioni positive che mi ha dato l’articolo nella visione del film, che mi auguro possa tornare quanto prima in un delle nostre sale.

  3. Scritto da Maria Gabriella

    Sì un paese diverso da quello in cui vivo ma così uguale alla nostra realtà.
    Il respiro di questo film è universale ed attualissima la sua tematica.
    Dopo averlo visto una volta sento il desiderio di rivederlo ancora.

  4. Scritto da cruscante

    “weekendaro”????????????