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A Bergamo la manifestazione dei precari non decolla fotogallery

Non ha riscosso il successo sperato la manifestazione indetta dall??????esercito dei precari???. Pochissime persone in piazza Matteotti in controtendenza con il resto d???Italia.

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Non ha riscosso il successo sperato la manifestazione indetta dall’”esercito dei precari”. Pochissime persone in piazza Matteotti in controtendenza con il resto d’Italia dove la mobilitazione ha chiamato in piazza decine di migliaia di persone.

Ecco il manifesto della protesta:
Non c’è più tempo per l’attesa. E’ il tempo per la nostra generazione di prendere spazi e alzare la voce. Per dire che questo paese non ci somiglia, ma non abbiamo alcuna intenzione di abbandonarlo. Soprattutto nelle mani di chi lo umilia quotidianamente. Siamo la grande risorsa di questo paese. Eppure questo paese ci tiene ai margini. Senza di noi decine di migliaia di imprese ed enti pubblici, università e studi professionali n…on saprebbero più a chi chiedere braccia e cervello e su chi scaricare i costi della crisi. Così il nostro paese ci spreme e ci spreca allo stesso tempo. Siamo una generazione precaria: senza lavoro, sottopagati o costretti al lavoro invisibile e gratuito, condannati a una lunghissima dipendenza dai genitori. La precarietà per noi si fa vita, assenza quotidiana di diritti: dal diritto allo studio al diritto alla casa, dal reddito alla salute, alla possibilità di realizzare la propria felicità affettiva. Soprattutto per le giovani donne, su cui pesa il ricatto di una contrapposizione tra lavoro e vita. Non siamo più disposti a vivere in un paese così profondamente ingiusto. Lo spettacolo delle nostre vite inutilmente faticose, delle aspettative tradite, delle fughe all’estero per cercare opportunità e garanzie che in Italia non esistono, non è più tollerabile. Come non sono più tollerabili i privilegi e le disuguaglianze che rendono impossibile la liberazione delle tante potenzialità represse. Non è più tempo solo di resistere, ma di passare all’azione, un’azione comune, perché ormai si è infranta l’illusione della salvezza individuale. Per raccontare chi siamo e non essere raccontati, per vivere e non sopravvivere, per stare insieme e non da soli. Vogliamo tutto un altro paese. Non più schiavo di rendite, raccomandazioni e clientele. Pretendiamo un paese che permetta a tutti di studiare, di lavorare, di inventare. Che investa sulla ricerca, che valorizzi i nostri talenti e la nostra motivazione, che sostenga economicamente chi perde il lavoro, chi lo cerca e chi non lo trova, chi vuole scommettere su idee nuove e ambiziose, chi vuole formarsi in autonomia. Vogliamo un paese che entri davvero in Europa. Siamo stanchi di questa vita insostenibile, ma scegliamo di restare. Questo grido è un appello a tutti a scendere in piazza: a chi ha lavori precari o sottopagati, a chi non riesce a pagare l’affitto, a chi è stanco di chiedere soldi ai genitori, a chi chiede un mutuo e non glielo danno, a chi il lavoro non lo trova e a chi passa da uno stage all’altro, alle studentesse e agli studenti che hanno scosso l’Italia, a chi studia e a chi non lo può fare, a tutti coloro che la precarietà non la vivono in prima persona e a quelli che la “pagano” ai loro figli. Lo chiediamo a tutti quelli che hanno intenzione di riprendersi questo tempo, di scommettere sul presente ancor prima che sul futuro, e che hanno intenzione di farlo adesso.
 

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Commenti

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  1. Scritto da giovanni

    Questa volta ai giovani del pd e alle sigle di sinistra non è riuscita la solita manifestazione finta “apolitica” contro il governo. La gente comincia a stancarsi di queste sceneggiate

  2. Scritto da milly.67

    provate voi a lavorare in un centro commerciale !! se vai in manifestazione al Sabato poi ci vai tutto l’anno perchè ..ti licenziano !!
    660 centri commerciali in Lombardia..fatevi il conto dei precari che ci lavorano dentro…
    Ma di cosa parliamo ?

  3. Scritto da Ma dai!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    BERGAMASCO= lavoratore, sgobbone mai stanco sempre all’opera non si lamente ma piega la schiena e lavora lavora lavora, dal lavoro più umile …………..

  4. Scritto da se non hanno spina dorsale che continuino a fare i precari.

    … e si preparino a vivere da vecchi senza pensione e cure mediche gratuite dopo aver fatto gli schiavi tutta la vita.
    se non combattono loro per la loro situazione chi si aspettano che dovrebbe farlo?

  5. Scritto da @6

    In effetti sono i precari che sono mancati. Ma proprio perché tali, non ci credono in una manifestazione.Il problema si sa che c’è, solo che fa comodo a qualcuno. In Italia si è confuso flessibilità con precariato, e quella che ci han venduto come risorsa è solo una forma di sfruttamento per giovani e non, diffusa in maniera esponenziale e preponderante nel mondo del lavoro.Per un utile immediato (di qualcuno che sfrutta) ci rimette l’economia:se non hai soldi non spendi/compri/muovi denaro

  6. Scritto da Gaia

    Fanno tenerezza. Ma contro chi protestano? Per ottenere cosa? L’assunzione? E dopo che ti avranno dato un contratto a tempo indeterminato, andrà tutto bene? Mah… Preciso che sono precaria da quando lavoro, ossia 10 anni, quindi vivo e comprendo il problema. Ma scendere in piazza a che serve? Se non alla solita sterile polemica politica? Andate al lavoro, che c’è gente che non ce l’ha.
    @Milly forse hai ragione la gente stava al centro commerciale ma… non certo a lavorare, a spendere casomai.

  7. Scritto da blok

    Con quale faccia Marcegallia va dicendo che gli imprenditori son lasciati soli? E i lavoratori?

  8. Scritto da abc

    La manifestazione non è riuscita in molte città, ma solo nelle più grandi, dove è logico, in proporzione..
    Il fatto è che i precari in quanto tali non possono essere “organizzati”, e anche che stanno talmente male, da non aver voglia di manifestazioni che già sanno lasciare il tempo che trovano. D’altronde, che siano tanti e sempre di più è risaputo. sono ben altre le mosse che si dovrebbe fare per risolvere il problema, e non sono a livello di manifestazione, ma molto più globale

  9. Scritto da luli

    in piazza ci vanno solo i sindacati, con gente per lo più ormai cammellata. Peccato che a loro dei precari non importi nulla, non si iscrivono al sindacato, e quindi non esistono