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“E”, una rivista pop impegnata contro la cultura di guerra

Intervista con Maso Notarianni, condirettore con Gianni Mura, sukl primo numero della rivista "E - il mensile" edito da Emergency, uscito mercoledì

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E - il mensileE’ uscito mercoledì, come succederà, d’ora in poi, ogni primo mercoledì di ogni mese, ed è già sulla bocca di tutti E” il mensile edito da Emergency e guidato da Gianni Mura e Maso Notarianni.  Una rivista che, fin da subito, si nota non essere destinata solo ai sottoscrittori della associazione di Medici che lavorano per curare le vittime di guerra, ma: «Ad un pubblico decisamente più generale – spiega Notarianni – contiamo, certo, che i “nostri” lo leggano come strumento di riflessione, ma il numero dei destinatari è più ampio. Proprio per questo lo sforzo è quello di fare un giornale più generalista e popolare. Forse è esagerato dire che è una rivista pop, però quasi ci siamo».

Quella tra lei e Gianni Mura sembra una “strana coppia”: lei direttore di Peacereporter, Mura firma di punta dello sport di Repubblica…
«Mannò, perchè? Gianni è uno straordinario professionista e ha una passione smisurata per questo progetto. Ha grandi valori e idealità, e quindi si concilia perfettamente con il progetto»

Un progetto è una rivista, che comincia col raccontare storie comuni, prima ancora di proporre grandi inchieste o interviste prestigiose. Una scelta definitiva?
«E’ una scelta editoriale innanzitutto l’idea che si debba ricominciare a raccontarsi, a parlarsi, a conoscersi tra noi. Una delle cause del degrado di questo paese è che non ci si conosce più, anche per motivi oggettivi: si lavora troppo e alla fine non ci si incontra, non si va più in piazza a farsi quattro chiacchiere. Uno dei prossimi articoli di Gianni Mura sarà per esempio sulla scomparsa della panchine in Italia: non esistono più, per scelta delle amministrazioni, ed è un modo per diminuire la socialità. Quello che vogliamo far capire è che le cosiddette “storie comuni” sono molto importanti, sia quelle negative che quelle positive. Insomma, riteniamo vada dato spazio a quello che non esce normalmente negli altri giornali, storie considerate troppo piccole. Ma sono quelle storie che cambiano il mondo: e, per inciso, quella delle quattro storie comuni iniziali è una scelta personale di Gianni Mura».

Emergency, inizialmente associazione di medici, è sempre più impegnata socialmente: cosa si risponde a chi dice "dovreste solo curare i malati"?
Se è per questo, dicono chiaramente che facciamo politica. Ma se per “politica” si intende occuparsi del mondo, preoccuparsi di quello che si sta facendo, qui si fa politica. D’altra parte sono medici, che da sempre dicono “prevenire è meglio che curare”. Questo è prevenire i danni delle guerre»

Certo che stando a quel che dicono tutti, è un momento in controtendenza, per fondare un mensile cartaceo… Chi ve l’ha fatto fare?
«Dal punto di vista tecnico il fatto che internet non sia ancora così diffuso ha inciso.Un mensile di approfondimento, di ragionamento non è compatibile con internet. dal punto di vista editoriale abbiamo sentito la necessità di veicolare contenuti diversi. I buoni vecchi "liberté, egalité, fraterrnité" sono valori a cui oggi chi crede passa per fesso, mentre chi fa carriera con i trucchi è un furbo. Questi sono i valori dominanti: la sopraffazione e lo sfruttamento, il profitto ad ogni costo: che poi non è altro che cultura di guerra. Che, ahinoi, ha fatto passi da gigante. Emergency da anni lavora contro la cultura di guerra, e questo è un passo».

Per far conoscere la nuova rivista i volontari del Gruppo Emergency, saranno in piazza XX Settembre a Varese (davanti al Politeama) domenica 10 aprile, dalle 10 alle 18: nel banchetto informativo e di raccolta fondi sarà possibile anche sottoscrivere l’ abbonamento alla nuova rivista.

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