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Caruso, “bergamasco” in trincea “Quasi finita l’emergenza Tunisia”

Il commissario per l'emergenza immigrazione, residente a Bergamo: "Il mio incarico sta per terminare, tra tante difficolt?? si ?? cercato di gestire al meglio. Previste molte persone dalla Libia, saranno Regioni e Province a poter dare una mano".

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Sono circa le 13,30 del 7 aprile e Giuseppe Caruso, più semplicemente Pino, ex super poliziotto della questura di Bergamo, residente tuttora nella Città dei Mille, parla dal suo ufficio della prefettura di Palermo. Una giornata caldissima, per il clima e soprattutto per l’impegno che il prefetto sta dedicando alla gestione di tanti immigrati. Parla infatti in doppia veste, perchè da alcune settimane è anche commissario straordinario per l’emergenza immigrazione, a causa della recente crisi dei paesi arabi e in particolare per l’ondata di barconi, con uomini, donne e bambini, dalla Tunisia. Fa la spola, tra Lampedusa e il capoluogo siciliano.
“Nel pomeriggio è previsto un Consiglio dei ministri proprio su questo tema e sul mio incarico – spiega a Bergamonews, dando un’anticipazione importante -. Formalmente e sostanzialmente è risolta la questione con la Tunisia. Credo che il Cdm provvederà a riconoscere questa situazione e anche a far cessare il mio incarico di commissario straordinario. Abbiamo cercato di far fronte al meglio all’emergenza, sia sotto gli aspetti umanitari sia sotto quelli logistici”.
Per quanto riguarda il flusso di immigrati dalla Tunisia il governo ha chiuso, pochi giorni fa, un accordo bilaterale con il paese nordafricano. “Chi arriva dalla Tunisia a partire dal 5 aprile è da considerarsi clandestino, perché non è stata riconosciuta in quel Paese una vera e propria situazione di guerra” spiega il prefetto.
Tra le definizioni, importanti, di profughi o clandestini, il prefetto di Palermo ha vissuto una fase importante della sua carriera, iniziata a fine anni ’70 nella Squadra Mobile di Bergamo. “Certamente un’esperienza formante, in cui c’è stato bisogno assoluto di stare sul campo. C’è stato soprattutto bisogno di procedere, persona per persona, ad un’identificazione precisa del Paese di provenienza. Dalla Tunisia, ad esempio, sono arrivati molti etiopi, molti eritrei, che sono da considerare profughi o perseguitati politici a tutti gli effetti. Sono le persone che allo stato dei fatti hanno un permesso di soggiorno temporaneo in Italia e che, prossimamente, potrebbero avere lo stesso permesso per tutto il territorio europeo”.
Il prefetto Caruso tornerà sabato a Lampedusa, in occasione di una nuova visita del presidente Berlusconi, anche se “credo che questa mia gestione dell’emergenza immigrazione si stia concludendo. Credo invece che il governo procederà alla nomina di un nuovo commissario straordinario per l’emergenza libica, dove è un dato di fatto che c’è una guerra civile. E anche in questo caso si dovrà procedere a gestire un’emergenza riguardante persone con lo status di profughi, non di clandestini. Finora abbiamo ospitato circa duemila libici, potrebbero arrivarne molti di più. Ed è in questo caso che potrebbero entrare in campo le Regioni e le Province per gestire l’emergenza”.

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Commenti

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  1. Scritto da La Padania?

    Oggi titolone della Padania: Pugno di ferro con i clandestini. A parte il connotato estremamente violento del titolo (pugno di ferro). Ma come possono spararle così grosse quando stanno concedendo i permessi di soggiorno a tutti i tunisini arrivati?

  2. Scritto da alessandro

    dovrebbero essere regioni e province dell’europa intera
    e non solo contare sull’italia, già piena di immigrati, ladri, assassini…

  3. Scritto da Quarantenne

    E’ ora che i paesi magreb si prendano in carico tutti i nostri politici