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Yara, quasi mille Dna prelevati Resta ignota la causa della morte

Si allarga la mappa dei prelievi, ma ancora nessun riscontro. Resta aperta l'ipotesi di "pi?? cause che hanno concorso al decesso".

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Dai prelievi di Dna, per ora, nessun risultato. Gli inquirenti che indagano sul caso di Yara Gambirasio hanno isolato quasi mille tamponi di saliva, dai quali sono stati estratti profili genetici di amici, conoscenti, frequentatori della palestra, imprenditori della zona. Ma nessuno di quei nuovi profili corrisponde ai due Dna individuati sul guanto destro di Yara Gambirasio.
"Non conosco il numero esatto dei prelievi di saliva effettuati, ma siamo comunque a poco meno di mille. E’ una strada che per ora non ha dato risultati". E’ quanto ha dichiarato attorno alle 13 di oggi (5 aprile) il pubblico ministero Letizia Ruggeri, che indaga sul caso. Il magistrato, al momento dell’intervista, usciva dal tribunale di via Borfuro, dove ha parlato di un caso difficilissimo e ha chiesto nuovamente alla stampa di "non sbilanciarsi in ipotesi affrettate che rischiano di non corrispodere alla verità".
"Sulle cause della morte della bambina (come il pm definisce spesso la piccola Yara, ndr) non c’è davvero nulla di certo".  Durante il suo ragionamento il magistrato non ha chiuso la porta all’ipotesi di un decesso dovuto al freddo, all’ipotermia, che sarebbe comunque una circostanza in grado di fermare o quantomeno di rallentare il dissanguamento. "Ma non sono comunque in grado di indicare una causa del decesso, ho parlato con la dottoressa Cristina Cattaneo giusto quattro giorni fa, e ancora non c’è una certezza. Resta probabile l’ipotesi di una serie di cause, di concause direi".
Quanto alla presunta assenza di sangue sui vestiti di Yara, comunque ferita con un’arma da taglio al collo, alla schiena, ai polsi e anche ad una gamba, il pm ha ribadito che "pioggia e neve potrebbero aver portato via molto". La relazione completa dei medici legali dovrà arrivare sul tavolo del magistrato entro il 27 maggio: "Quello è il termine che ho dato – conclude Letizia Ruggeri -. Mi sembra di capire che i medici vogliano prendersi tutto il tempo a disposizione. Non so indicare quando potrò rilasciare il nulla osta per i funerali, purtroppo".

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