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Alla scoperta dei canyon bergamaschi

Il suggestivo volume di Anna Fusco e Denis Pianetti ?? stato presentato marted?? in Consiglio regionale .

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Mondi perduti e fuori confine, meraviglie di pietra e di acqua dal complesso e fragile equilibrio ambientale che rivendicano con tenacia il loro spazio, inquietanti e ricchi di fascino come madre Terra li ha creati. Sono quelli contenuti e raccontati nel libro “Alla scoperta dei canyon bergamaschi” realizzato da Anna Fusco e Denis Pianetti e che conta sul patrocinio del Consiglio regionale. Il suggestivo volume è stato presentato martedì in Regione Lombardia alla presenza, oltre che degli autori, del Presidente della Commissione regionale “Agricoltura e Parchi” Carlo Saffioti (PdL), del Presidente della Commissione “Ambiente e Protezione Civile” Giosuè Frosio (Lega Nord) e del Presidente del Cai di Bergamo Paolo Valoti. E’ intervenuto anche il Consigliere regionale del Partito Democratico Mario Barboni.
“Quelli che Pianetti e la Fusco ci descrivono in queste pagine –ha detto Carlo Saffioti- sono luoghi affascinanti: ci troviamo davanti a un libro sorprendente, che ci svela particolari inediti della montagna bergamasca. Mi riprometto –ha detto Saffioti, che già ha affrontato vette come il Cevedale ed è salito sull’Himalaya- di affrontare prossimamente alcuni di questi percorsi contando ovviamente sulla guida esperta degli autori e del Cai”.
“Mi complimento con gli autori per la loro passione –ha aggiunto Giosuè Frosio- e li ringrazio vivamente per averci fatto conoscere luoghi impervi e sconosciuti che ben sanno rappresentare la bellezza e l’unicità di alcuni angoli delle Orobie. Questo libro è la dimostrazione che duri sacrifici poi sanno semopre regalare gioie impagabili”.
In un’ottica di valorizzazione dell’ambiente naturale e paesaggistico delle Orobie bergamasche, questo volume è il resoconto di un viaggio e di una lavorazione che è durata quasi due anni attraverso orridi e canyon, gole e marmitte dei giganti. L’opera è corredata da immagini per lo più inedite, e oltre che a descrivere la natura dei luoghi mira in certi casi a documentare il fenomeno di antropizzazione degli stessi, anche tramite testimonianze e foto d’epoca (dall’apertura di vie d’accesso allo sfruttamento delle risorse idriche, dalle attività minerarie alle tradizioni e alle leggende).
“In particolare –ha evidenziato il Presidente del Cai bergamasco Paolo Valoti- ci vengono svelati luoghi come i canyon legati all’acqua, aiutandoci ad apprezzarla come una risorsa preziosa da tutelare e preservare, soprattutto in montagna. Questo volume è un invito ad amare la natura selvaggia delle montagne bergamasche e a visitarla”.
“Gli ostacoli all’interno di una forra o di un canyon sono molteplici –hanno spiegato gli autori Anna Fusco e Denis Pianetti- e i principali fattori di pericolo sono sempre l’acqua e il freddo. In questi luoghi non ci sono abitazioni, i cellulari non prendono e le probabilità di incidenti sono elevate, per cui si consiglia sempre di non avventurarsi senza una preparazione adeguata e la guida di un esperto. Abbiamo cercato di renderli comunque vicini e riconoscibili per tutti, soddisfatti in particolare per i valori che si possono ritrovare dentro l’avventura descritta”.
Sono oltre trenta i luoghi trattati, orridi e canyon delle valli di Scalve, Seriana, Brembana, Imagna e dell’area dell’Alto Sebino: tra questi il canyon del Dezzo lungo la Via Mala, l’orrido dei Bogn d’Iseo, la gola del Tinazzo, la forra di Maslana, i toboga di Fiumenero, la Val Vertova, il canyon del Nesa, la valle di Carona, la Val d’Ancogno, la val Parina, i serrati di Bracca e Taleggio, l’orrido della Remola, la gola di Clanezzo, la forra di Ponte Giurino, l’abisso di Erve, per chiudere infine con la celebre Forra Leonardesca dell’Adda.

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