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Silvia Giordani, ricercatrice a Dublino coccolata e corteggiata dalla sua Bergamo

"Tornerei in Italia se qui valorizzassero le capacit??" spiega la 38enne specialista in nanotecnologie. In Irlanda con una borsa di studio di un milione, ora ?? entrata nel Board of Trustees dell'Universit?? di Bergamo.

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Lavora con l’invisibile, si diverte da sempre con la chimica, si fa dare un mucchio di soldi dagli irlandesi pur essendo italiana, anzi bergamasca. Non è una maga, intendiamoci, è una giovane e super-impegnata ricercatrice che ha scommesso sulle nanotecnologie e che, dopo il diploma al Natta di Bergamo e la laurea a Milano, ha fatto la valigia ed è sbarcata in America, all’Università di Miami per un master e poi un dottorato.
Arrivata, dite? No, per Silvia Giordani, 38 anni, col pallino della ricerca, il dottorato, nel 2004, è stato un punto di partenza per un viaggio che l’ha portata a Dublino, al Trinity College e da qui s’è accaparrata un mega-fondo governativo della fondazione scientifica irlandese: oltre un milione di euro per un laboratorio da creare ex novo e, insieme a un pool di studenti e ricercatori da lei guidati (uno di loro ha appena conseguito il dottorato in chimica), studiare i nano-materiali.
Nell’anno internazionale della chimica,
mentre prepara una rentrée alla grande a BergamoScienza, dà una mano al suo vecchio istituto Natta e valorizzerà l’attività del Centro per la Gestione dell’Innovazione e del Trasferimento Tecnologico dell’Università di Bergamo quale membro del Board of Trustees, marcando così un ininterrotto affetto per la sua realtà, Silvia Giordani rappresenta un po’ un simbolo di quello che funziona e che l’Italia, Bergamo, non dovrebbe farsi scappare.

Cosa fa in quel di Dublino?
Le mie ricerche si sviluppano in due aree: il disegno di interruttori molecolari e la modificazione di nano-materiali. Mettiamola così: sto cercando di modificare nano-materiali per renderli intelligenti, per esempio per il rilascio controllato di farmaci solo alle cellule malate.

Per sviluppare queste tecnologie ha vinto un bando milionario, è stata dura?
Sì, ho superato una serie di selezioni e sono stata esaminata, sempre da esperti mondiali dei vari settori. E non è che una volta ottenuto il finanziamento l’esame sia finito: bisogna rendere conto passo passo di quello che si sta realizzando.

Intanto però il governo irlandese ha scommesso sulle sue potenzialità, ha scommesso sulla ricerca, ha scommesso su una straniera. In Italia…
In Italia i bandi di un milione per giovani ricercatori non esistono proprio.

Che differenza c’è tra noi e il resto del mondo?
Guardi, in Italia ci sono grandi ricercatori che stimo molto, mentre il sistema di attribuzione dei fondi, beh quello dovrebbe adeguarsi al sistema di peer-review internazionale (cioè la procedura di selezione degli articoli o dei progetti di ricerca effettuata attraverso una valutazione esperta eseguita da specialisti del settore, ndr). Allora, nel momento in cui cambierà davvero il modo di gestione delle sovvenzioni, l’Italia a livello di innovazione andrà benone.

L’anno scorso ha dato il “la” alla nuova edizione di BergamoScienza, ora ha un progetto in corso con il Natta: con Bergamo mantiene rapporti abbastanza stretti, pare.
Da un paio d’anni mi sono ri-avvicinata,in qualità di ex allieva, all’istituto chimico Natta e al laboratorio Solar Lab coordinato dal Prof. Tiziano Pedruzzi: con i ragazzi stiamo portando avanti un bel progetto. Sì, Bergamo continua a esserci nella mia vita.

Bergamo vuol dire Italia: tornerebbe? Tornerà?
Tornerei sì, mi piace l’Italia. Ma solo nel momento in cui mi tratteranno come mi trattano in Irlanda.

Cioè dandole l’opportunità di valorizzare le sue capacità?
Esatto.
 

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Commenti

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  1. Scritto da Giovanni Torre

    Gli Irlandesi hanno e stanno affrontando una grave crisi economica interna, eppure continuano a finanziare la ricerca e lo sviluppo.
    Personalmente amo la mentalità di questi paesi e vorrei che almeno un briciolo di essa fosse presa ad esempio anche nella povera Italietta.
    Qui invece si continua a marcire nell’ignoranza e si tagliano i fondi “sperando” di tirare a campare, tanto prima o poi arriveranno “tempi migliori”.
    Non c’è bisogno di ricordare a tutti che fine fa chi vive sperando…..

  2. Scritto da va pensiero

    questo articolo è da portare alla Gelmini e a Tremonti, quelli del taglia-e-riforma-la-scuola.
    E poi domandargli: “…e adesso??…”

  3. Scritto da FF

    IRELAND!

  4. Scritto da blok

    Io risponderei a BG: “Dove avete fatto l’estate, adesso fate pure l’inverno. Addio!”

  5. Scritto da Bergamo

    Sorprende?
    Qui a Bergamo insegnare il dialetto pare più urgente che insegnare bene l’inglese, tant’è che c’è chi insiste nel fare la prima cosa mentre i tagli di Tremonti e Gelmini alla scuola riducono l’offerta di insegnanti di inglese alle medie.
    Mentre i paesi intelligenti si aprono al mondo e imparano a competere, i paesi arretrati, come purtroppo il mio, l’Italia, si chiude su se stesso, rimpiange gli antichi allori e insiste sull’inesistente identità padana.
    Dilettanti.

  6. Scritto da yauuuuuuuuuuuuuu

    sono ignorante in materia e mi chiedo, se rientra a bergamo è per aiutare brunetta e silvio ?