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Oblivion e Gilda per la chiusura della stagione al Crystal

Aprile ?? l???ultimo mese della stagione teatrale 2010/2011 di Lovere, ma si preannuncia una chiusura in grande stile.

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Aprile è l’ultimo mese della stagione teatrale 2010/2011 di Lovere, ma si preannuncia una chiusura in grande stile.
Sabato 9 aprile alle 20.45 ed il giorno dopo (domenica 10) alle 16 calcheranno le scene gli Oblivion (noti per “I Promessi Sposi in 10 minuti”), con il “Oblivion Show” (regia di Gioele Dix).
Agli spettatori verrà offerto uno spettacolo di cabaret musicale in stile Quartetto Cetra, sintesi di comicità, parodia, commedia e musica, con quest’ultima che attinge a piene mani ad oltre un secolo di tradizione musicale nostrana. Il quintetto degli Oblivion, infatti, utilizza celebri canzoni del repertorio italiano, riadattandole e facendole proprio mezzo di espressione, con il dovuto rispetto alle icone da cui prendono questi materiali. Un trionfo di musica e comicità quindi, con il regista Dix che elogia il quintetto, citandone la loro abilità canora e umoristica, il loro vasto repertorio e la loro capacità di attori. Uno spettacolo in grado di attirare sia un pubblico giovane, che ha conosciuto gli Oblivion tramite Zelig ed i video su Youtube, sia uno spettatore più adulto, incantato dai riferimenti alla musica leggera ed all’avanspettacolo di stampo novecentesco: un’opera di teatro che accomuna gusti tanto diversi con grande naturalezza e soddisfazione della platea.
Sabato 16 aprile alle ore 20:45 (ed in replica domenica 17 alle ore 16) verrà presentato invece lo spettacolo “La Gilda del Mac Mahon” di Giovanni Testori e con Elena Callegari. Sul palco si svolgeranno le vicende della Gilda, una ragazza (vagamente somigliante alla famosa Rita Hayworth) che vive vicino al ponte della Ghisolfa e che vende il proprio corpo per mantenere un balordo di nome Gino Bonfanti, di cui si è innamorata. Tale individuo, scontata una condanna alla galera di 6 mesi, lascia la sua benefattrice per sposarsi con un’altra donna. La Gilda cerca così di suicidarsi, ma alla fine l’atto finale non trova conclusione e lei continua ad affrontare le angherie della vita, nonostante venga di nuovo raggirata da Gino che poi la abbandona una seconda volta… Una storia neorealista, intima e privata, che dà vita ad un ritratto della gioventù milanese del dopoguerra (stiamo parlando della Milano degli anni ’50): un’opera di amori bruciati, speranze deluse, animo ribelle e sogni acerbi.
 

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