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La letteratura spiega l’Italia e il tradimento delle stragi

"L’odore acido di quei giorni”, il nuovo romanzo di Paolo Grugni (Laurana Editore), ci riporta nel bel mezzo degli anni Settanta e nelle trame di Ordine Nuovo

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paolo grugniQuando è la letteratura a doversi fare carico di spiegare la storia di un Paese, vuol dire che in quel Paese qualcosa non ha funzionato. E la storia italiana recente è piena di cose che non hanno funzionato: stragi (di Stato), depistaggi ad opera dei servizi segreti, tentativi di golpe, alleanze torbide tra pezzi dello Stato e criminalità organizzata (Banda della Magliana e Cosa Nostra). La letteratura, dunque, permette di fare un’operazione di chiarezza su alcuni periodi storici che la storiografia ufficiale, a causa dei troppi omissis imposti dal potere, non puo’ fare.  “L’odore acido di quei giorni”, il nuovo romanzo di Paolo Grugni, pubblicato da Laurana Editore, si è fatto carico di quella storia .
L’autore ci riporta nel bel mezzo degli anni Settanta, precisamente a cavallo tra il dicembre del 1976 e il marzo del 1977. Anni caldi, di scontri e di carri armati in piazza, voluti dall’allora ministro dell’Interno Francesco Cossiga. La storia (inventata) raccontata da Grugni è una scheggia che si incastra quasi perfettamente in quel contesto più generale. Non va letta come un semplice giallo, bensì come un romanzo politico. Gli omicidi seriali non mancano, ma le donne che muoiono a San Giovanni in Persiceto, alle porte di Bologna, sono la coda lunga di una vicenda che risale ai tempi della Resistenza e si aggancia alle trame più recenti del movimento di estrema destra Ordine Nuovo. In mezzo si agitano i “soliti” servizi segreti, con depistaggi imbarazzanti e connivenze non proprio ortodosse. Ci sono gli immancabili carabinieri, sempre in bilico tra una cieca fedeltà allo Stato, anche quando non la merita, e un paternalismo autoritario nei confronti del cittadino.
La figura del protagonista, Giovanni Bellezza, medico compromesso con la lotta armata e per questo ridotto a rimettere in sesto animali travolti sulla strada, è l’espressione di una generazione che da lì a qualche anno sarà ingoiata dal riflusso politico. Nella testa di Bellezza si fa largo il desiderio di una normalità famigliare e di un privatissimo senso di riscatto, proprio nel momento in cui i movimenti politici giovanili toccano il loro punto più alto.
La scrittura di Grugni aiuta molto il lettore a non perdere mai il contesto generale in cui si svolgono i fatti, grazie all’inserimento delle agenzie di stampa che tracciano la cornice della grande storia, da cui nessuno, nemmeno gli abitanti di San Giovanni in Persiceto, si puo’sentire escluso.

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