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Il bergamasco che veste le star americane

La Kabi di Spirano ha come clienti Madonna, Lady Gaga, Jennifer Lopez. Il titolare Dietelmo Pavoncelli svela i segreti del successo.

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Madonna, Lady Gaga, Rihanna, Jennifer Lopez, Penelope Cruz, l’attrice Jennifer Connelly ma anche stelle nostrane come la cantante Elisa, le show girl Alessia Marcuzzi, Lorella Cuccarini e l’attrice Luisa Ranieri. Che cos’hanno in comune? Tutte vestono abiti made in Bergamo. Disegnati dallo stilista napoletano Francesco Scognamiglio e realizzati dalle sapienti mani delle dipendenti dell’azienda Kabi di via Petrarca 39, a Spirano. Dietelmo Pavoncelli, titolare dell’azienda, svela in un’intervista ad Affaritaliani.it tutti i segreti e i gusti della star internazionali e non solo.

Madonna ha indossato un abito Kabi alla festa organizzata dalla rivista americana Vanity Fair per la notte degli Oscar. Come nasce questa collaborazione?

"La collaborazione nasce ormai da qualche anno dal momento che il brand Francesco Scognamiglio è entrato nel novero dei pochi privilegiati a vestire le più importanti celebrities. Normalmente veniamo contattati dai loro stylist che scelgono in base ai look delle nostre sfilate o delle collezioni. Direttamente o attraverso il nostro ufficio stampa Guitar riceviamo la segnalazione delle loro preferenze con la numerazione dei look così come appaiono nelle varie pubblicazioni, vedi STYLE.COM o altri importanti siti similari del settore".
Le star vi contattano?
"Alcune celebrities, per esempio Lady Gaga, ci chiedono schizzi, scelgono quelli di loro gradimento ed in seguito i capi vengono confezionati esclusivamente per loro. Il tutto nel giro di pochissimi giorni perché questo tipo di richieste è quasi sempre, se non sempre, per consegna il giorno dopo, massimo due".
Quali altre star vestite?
"Non le contiamo più ormai. La prima grande star è stata Madonna che ha portato in tutto il mondo la nostra ormai famosa camicia in occasione del suo strepitoso tour “Sticky & Sweet”. Cartelloni e merchandising hanno riprodotto ovunque questo nostro capo fotografato su di lei da Tom Munro. Notissima la riproduzione in vari colori sulla copertina del disco “Give it 2 me” e nel famoso video di lancio con Justin Timberlake. La sorpresa è poi arrivata recentemente quando la diva ha indossato per la notte degli Oscar di quest’anno il nostro abito in pizzo unitamente al nostro gilet in pelliccia nera con giro maniche in cristalli Swarovski. Le foto di lei con questo nostro look hanno fatto e stanno facendo il giro del mondo".
Insomma siete diventati il punto di riferimento di Hollywood?
"Dopo Madonna ne sono arrivate altre, vedi Jennifer Connelly, ma sicuramente i grossi successivi colpi sono pervenuti da Lady Gaga che in tre occasioni ci ha vestito, la seconda delle quali con il famosissimo Pierrot indossato ai Brit Awards 2010 e che è già stato votato come il 5° abito di tutti i tempi della moda mondiale. Rihanna ci ha indossati nel suo video “Rock Star” con un abito addirittura da lei stessa acquistato in una boutique di Los Angeles. Paris Hilton ha acquistato da noi un abito. Alessia Marcuzzi con due apparizioni al GF ancora in corso. Elisa ha fatto il suo tour 2010 per l’Italia vestita da noi. Abbiamo recentemente ricevuto richieste da parte di Rihanna ancora, Penelope Cruz e Drew Barrymore per prossime pubblicazioni. Sicuramente ne ho dimenticate altre e parecchie".
Quando nasce l’azienda?
"Kabi, una volta Kabisport, nasce nel 1980. Dopo un lungo periodo di lavoro “per conto terzi” con le più importanti firme italiane ed estere, ha intrapreso la strada di produrre e distribuire “per conto proprio” in tutto il mondo con i marchi Francesco Scognamiglio di cui detiene la “master licence” e “+MINI” marchio questo di proprietà che sta già avendo notevole successo con gli esclusivi articoli imbottiti in piuma d’oca".
Progetti per il futuro?
"Tanti. Infatti a fronte dei successi della Scognamiglio e con la “+mini” stiamo avendo numerose richieste da stilisti affermati. Per il momento intendiamo concentrarci sulle due linee attuali ma non è detto che in un prossimo futuro si prendano in considerazione alcune di queste richieste".
Il made in Italy conta ancora nel panorama internazionale?
"Conta ancora tantissimo, sicuramente e per controsenso meglio che in Italia, malgrado tutte le “sputtanature”, si può dire?, che ci stanno facendo da tutte le parti, anche da parte delle stesse aziende italiane che fanno produrre a spada tratta con il loro marchio all’estero. Noi produciamo 100% made in Italy, anzi “Made in Bergamo” ed i clienti vengono da noi anche per questo. Per favore difendeteci finché si è ancora in tempo. Do tempo ancora due-tre anni al massimo".

(da affaritaliani.it)
 

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