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Gli Ottocento: omaggio a De Andrè

Martedì 5 aprile al Vecchio Tagliere Nese concerto della band Ottocento con omaggio a Fabrizio De Andrè

Martedì 5 aprile alle 21:30 gli Ottocento rendono omaggio a Fabrizio De Andrè al Vecchio Tagliere Nese Via Marconi 69, Alzano Lombardo. 

Marco Pesenti-Voce, Chitarre Acustiche, Alessandro Lampis-Batteria, Percussioni, Fernando Tovo-Chitarre Elettriche, Acustiche, Bouzouki, Mandolino, Kazoo, Cori, Luigi Angelo Suardi-Piano Elettrico, Tastiere, Synth , Cori, Andrea Gustinetti -Bassi Elettrici e Cori, Elisabetta Faucher-Violino, Percussioni occasionali, sono la band dal nome "Ottocento". Ottocento è una canzone che con ironia sferzante riflette sulla deriva dei valori sociali. Titolo del nostro omaggio, raccontano gli Ottocento, è stato suggerito anche grazie ad un amico di Fabrizio, quando la sera del primo concerto ci raccontò un suo vecchio ricordo. "Cantami di questo tempo…": di quale società canta De André? E quale società cantata da De André oggi trova nel mondo reale?
Credo si possa affermare che De André in questo brano voglia sferzare la borghesia, dalla quale egli stesso proviene, puntando il dito sulle debolezze e le piccole manie di chi ha tutto e non possiede niente veramente; perché niente ha dovuto conquistare. 
Si può dire che abbiamo esplorato tante strade, dalla proposizione dei grandi successi alla preparazione degli album nella loro interezza. Dalla tematica world-linguistica a quella politica.
Finora è stato pesante il confronto con Faber. In quest’ultimo periodo dopo diversi anni e attraverso una graduale presa di coscienza delle potenzialità del gruppo sta finalmente smuovendo, verso la stesura di brani nuovi.
Le nuvole (1990), da cui è tratto Ottocento, è forse un album stilisticamente riassuntivo della musicalità e dei temi deandreiani. Lo stesso De Andrè temeva si percepisse come tale piuttosto che come un ulteriore concept album della già sua ricca carriera. Eppure rimane un album ancora un po’ nascosto (si pensi alla difficile interpretazione de "La domenica delle salme" o alla poca considerazione da parte delle band nell’esecuzione di brani come "Monti di mola" o "Megu Megun"). Pur avendo in passato già affrontato i tre brani è innegabile che il disco riservi difficoltà tecniche notevoli, soprattutto dal punto di vista degli strumenti utilizzati e della possibilità di rendere giustizia in situazione "live" a brani come appunto Megu Megun con i suoi respiri ritmati o come ‘a Cimma che riserva all’ascoltatore una pulizia formale e un ineccepibile arrangiamento difficilmente avvicinabili su un palco.
Vivere De André è conoscere e non poter evitare temi dolenti di una società drammaticamente avviata sulla via di una grassa ignoranza. Una frase del repertorio di De André che accomuna questa esperienza di gruppo. Tel. 035/4286896 Fax 035/4123487
http://www.alvecchiotagliere.it/musica/01M20110405

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