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Civita, la città che muore

Il Borgo in provincia di Viterbo resta in Italia uno dei luoghi più suggestivi e storici. Segnata da un destino che appare inesorabile.

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Colle di tufo raggiungibile solo tramite un ponte, Civita resta in Italia uno dei luoghi più suggestivi e storici. Segnata da un destino che appare inesorabile.
Colle di tufo incantevole, definito "La città che muore" da Bonaventura Tecchi: descrizione tanto affascinante quanto realistica. L’incantevole borgo di Civita di Bagnoregio in quel di Viterbo – meta turistica internazionale- rischia a causa dell’erosione che inesorabile il tempo le porta, di essere annoverato tra i luoghi che rimarranno solo un meraviglioso ricordo. Destino severo in cui la natura la fa da padrona ma che per ora ci regala un luogo surreale, dalle mirabili e storiche particolarità.
Niente macchine o motorini: Civita si visita rigorosamente a piedi, attraverso quel ponte dal paesaggio mozzafiato lungo 300 metri, che vi porterà all’interno dei suoi vicoli medievali. Ad accogliervi sarà un incantevole arco d’entrata, da cui avrà inizio la visita: la splendida Porta Santa Maria, che simboleggia la tirannia sconfitta grazie ai bagnoresi. Due leoni sovrastano il monumento: primo di una lunga serie di testimonianze storiche, tutte raccolte in un luogo così piccolo. Otto abitanti per un posto che si colloca tra le chicche del Viterbese. Cittadina di origine etrusca rivela il suo passato in un mix di cultura medioevale e rinascimentale.
La fase etrusca è però ben visibile in strutture secolari quali la rupe sottostante il Belvedere di San Francesco, ove potrete visitare l’incantevole necropoli. Non da meno la grotta di San Bonaventura, anch’essa tomba a camera etrusca. Le pareti di tufo che girano intorno alla città assumono riflessi cangianti a seconda dei raggi solari: potrete quindi ammirare un luogo da fiaba che con l’ausilio della natura assume tratti surreali.
Dalla Piazza si giunge a via S.Maria, dove la Chiesa in stile romanico di S.Donato custodisce un rarissimo Crocefisso del Quattrocento oltre ad un incantevole affresco della Scuola del Perugino. Stupefatti da cotanta imponenza ecco poi i palazzi rinascimentali all’interno dei caratteristici vicoli ricchi di fiori, risalenti all’epoca medioevale. Non perderete certo la Porta Albana, il Tempietto di S.Bonaventura con le reliquie del Santo e la Cattedrale di S.Nicola. Dalla Rupe orientale si erge lo spettacolo dei Ponticelli: muraglioni d’argilla dai riverberi incantevoli.Verrete necessariamente travolti dalla bellezza e dall’ospitalità del luogo: sono presenti infatti nella Piazza principale una serie di ristoranti tipici pronti ad accogliervi con le migliori specialità locali. Gita fuori porta a cui non potrete rinunciare.

(da libero.it)
 

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